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Risarcimento danni da malasanità

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Malasanità, a chi rivolgersi? Nonostante in materia di sanità il nostro Bel Paese sia riuscito negli ultimi anni ad ottenere dei buoni risultati, collocandosi addirittura al dodicesimo posto su una classifica mondiale, pare che la fiducia delle persone verso i medici e gli enti sanitari in genere diminuisca col passare degli anni sempre di più, e gli episodi di malasanità sembrano purtroppo crescere a dismisura.

Se stai leggendo questo articolo, molto probabilmente sarai stato vittima di un caso di malasanità (o lo è stato qualcuno a te caro). Di seguito cercherò dunque di spiegarti bene e nel migliore dei modi a chi dovrai rivolgerti una volta vissuta questa brutta esperienza, al fine di richiedere ed ottenere un adeguato risarcimento danni da malasanità.

Ebbene si, risarcimento! Devi sapere infatti che, nonostante gestire un caso di malasanità sia una cosa molto complicata, se a seguito di una cura terapeutica, un intervento chirurgico ospedaliero o un trattamento medico in generale, anziché subire un miglioramento, il tuo stato di salute è peggiorato, hai tutto il diritto di esigere un adeguato corrispettivo, relativo al danno sanitario che hai subito.
Non devi fare altro adesso che metterti comodo e proseguire fino in fondo alla lettura di questo breve ed utile articolo.

Il coordinamento delle associazioni  dei consumatori  ha tentato più volte di denunciare i casi di malasanità, molto spesso purtroppo senza ottenere un buon esito. Oltre a queste realtà, esistono altri tipi di organizzazioni e società para legali e no profit che cercano di gestire tali episodi e tutelare quindi i pazienti.

Ritengo a tal proposito sia doveroso informarti che nessuna di tutte queste associazioni sia composta da dei professionisti competenti in materia di malasanità e dunque, nel migliore dei casi, devono comunque intraprendere e mantenere sempre un rapporto diretto con dei legali esterni esperti.

Un altro errore che ti consiglio vivamente di evitare è quello di rivolgerti direttamente ad un medico legale. Mi spiego meglio. Nonostante un medico legale offra sicuramente una migliore affidabilità rispetto le associazioni di cui ho parlato poc’anzi, non sarà comunque in grado lui da solo di raggiungere tutte quegli obiettivi che ti permetteranno di vincere la causa contro il medico o ente sanitario (o a volte entrambi), e di ricevere dunque un dovuto corrispettivo.

Gli obiettivi a cui mi riferisco riguardano cose come:

  • valorizzare una fondamentale distinzione tra causalità materiale e causalità giuridica;
  • descrivere l’aspetto del danno, riuscire a provarlo, e stimare la sua quantificazione e liquidazione;
  • individuare il/i responsabile/i, ed il soggetto/i a cui spetta il risarcimento.

Occorre dunque trovare una figura con competenza giuridica, ossia un avvocato esperto in materia sanitaria, che tuteli i diritti dei cittadini (sia dentro che fuori il processo), e che abbia una certa padronanza delle fonti normative necessarie a risolvere il tuo caso.

Scrolla quindi il tuo mouse verso il basso per scoprire a chi rivolgersi per vincere un caso di malasanità. Nel caso invece tu sia deciso ad ottenere una consulenza gratuita per capire se il tuo caso di errore sanitario sia risarcibile, semplicemente clicca il bottone qui sotto e sarai immediatamente ricontattato da un professionista specializzato, che ti offrirà tutta l’assistenza Gratuita di cui hai bisogno.
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A chi rivolgersi in caso di malasanità

Credo che nel punto precedente avrai sicuramente già intuito che la figura professionale dalle quale non puoi prescindere se sei stato vittima di un caso di errore sanitario è l’Avvocato.

Sono tre infatti le cose importanti a cui prestare attenzione se vuoi vincere una causa da malasanità: convincersi di avere ragione, sapere il modo in cui farla valere in ambito giuridico ed infine, cosa molto importante, trovare chi riesca a farti vedere riconosciuto il diritto al risarcimento danni da errore sanitario.

E’ dunque solo con l’aiuto di un buon legale esperto in materia di malasanità che potrai avere la possibilità di affrontare con serenità la causa in cui vuoi imbatterti, ed incrementare tanto quelle che sono le tue chance di vittoria.

Sia chiaro anche che il consulente giuridico in materia di sanità, per quanto bravo possa essere, andrà comunque a collaborare insieme al medico legale, anch’esso figura molto importante al fine portare a termine tutti gli step necessari che dovrai affrontare per portare a termine tale causa.

Difatti, grazie all’ausilio del medico legale si riuscirà a delimitare correttamente il perimetro tecnico nel quale operare, comprendendo ossia se vi sia stato effettivamente un errore medico (e se l’errore sia frutto di una diagnosi errata),se tale errore sia risarcibile ed in che misura lo stesso sia risarcibile.

Consiglio fondamentale è quello di rivolgersi ad un legale davvero esperto in materia sanitaria per difendersi da un errore medico, altrimenti si corre il rischio di una soccombenza in giudizio. Infatti, non sempre chi ha ragione nei fatti si vede riconosciuta la ragione in senso processuale: ben potrebbe il giudice discostarsi dalla verità reale e non riconoscerti il risarcimento danni da malasanità che ti spetta, laddove la tua assistenza giudiziale risulti poco preparata ad affrontare questa tipologie di tematiche, peraltro assai complicate.

A questo punto, se adesso ti stai chiedendo quale sia l’avvocato più adatto alle tue esigenze, non posso fare altro che consigliarti di contattareRimborsoSicuro.

Un team di professionisti sarà pronto a supportarti ed assisterti in tutto e per tutto, sin da subito, offrendoti una consulenza gratuita, valutando con attenzione il tuo caso, tramite Avvocati esperti nel settore della malasanità.

Insomma, meglio di così non si può!

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Errori medici, scandali nella sanità, morti che potevano essere evitate: episodi di malasanità sono all’ordine del giorno, purtroppo. Se anche tu sei stato vittima di un errore diagnostico o, più semplicemente, non vuoi farti cogliere impreparato di fronte ad un’evenienza del genere, forse potresti trovare utile sapere come denunciare un caso di malasanità.

In tutti i casi in cui si può accertare un errore da parte del personale medico o, comunque, della struttura ospedaliera, è possibile ottenere un risarcimento dei danni o fare istanza per la punizione, in sede penale, del responsabile. Vediamo in che modo procedere, quali sono gli iter e le condizioni per l’accesso alla giustizia e in quali casi può essere davvero conveniente denunciare un caso di malasanità.

Denuncia malasanità, quando procedere

Certo, se ci attenessimo soltanto alla cronaca giornalistica, di malasanità potrebbe parlarsi con riferimento a qualsiasi malfunzionamento del sistema sanitario e, sicuramente, il discorso sarebbe molto lungo. Per questo motivo, rimanendo unicamente nel campo che ci riguarda più direttamente, e cioè quello delle ipotesi in cui si verifica un danno rilevante per l’ordinamento a carico del paziente, possiamo definire malasanità tutte le ipotesi in cui, a causa di una colpa medica o di altro fattore, si produce un peggioramento nel quadro clinico di un paziente o, comunque, la formazione di una patologia o altra conseguenza prima non presente.

Se questo concetto ti sembra troppo fumoso, entriamo subito nel dettaglio. La responsabilità medica che può permetterti di denunciare il medico o l’ospedale è solo quella determinata da colpa medica, ossia da un errore del medico che ha prodotto un danno al paziente. Per essere ancora più concreti, costituiscono ipotesi classiche di colpa medica:

  • gli errori diagnostici (per tali intendendo sia le ipotesi in cui viene omessa la diagnosi, sia il caso in cui questa arriva con ritardo, sia, infine, le ipotesi in cui la diagnosi è completamente sbagliata);
  • gli errori chirurgici (per tali intendendo le complicazioni derivanti da un intervento che non ci si poteva attendere da parte di un medico professionista, come nel caso di un danno da chirurgia estetica);
  • gli errori terapeutici (in cui possiamo includere sia la disattenzione del medico in fase di cura che una sbagliata gestione delle terapie e della fase post-operatoria).

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Che significa denunciare un caso di malasanità

In tutte le ipotesi che abbiamo considerato e, astrattamente, per qualsiasi episodio di malasanità, hai diritto a far valere il danno ricevuto attraverso due strade principali: puoi limitarti a chiedere il risarcimento del danno in sede civile o (anche) denunciare il fatto in sede penale. Come diremo meglio dopo, le differenze tra le due strade sono molteplici, considerato soprattutto che si tratta di due tipi di “denuncia” diverse.

Con l’azione civile, infatti, farai causa al medico e all’ospedale per ottenere il risarcimento dei danni  subiti a causa dell’errore sanitario (morali, biologici, esistenziali). Per farlo, dovrai necessariamente rivolgerti ad un avvocato esperto in diritto sanitario, il quale preparerà per te un atto di citazione da indirizzare ai responsabili del fatto.

Ne seguirà un processo civile, all’esito del quale, in caso venga dimostrato l’errore e quali sono state le sue conseguenze, il giudice condannerà i responsabili al pagamento in tuo favore di una somma di denaro, per ristorarti di tutte le evenienze dannose che si siano verificate.

La legge, in particolare, distingue due forme di responsabilità civile, a seconda che la causa venga intentata contro l’ospedale o contro il medico curante:

  • nel primo caso si parla di responsabilità contrattuale dell’ospedale, partendo dal presupposto che ogni volta che ti avvali delle prestazioni di una struttura sanitaria (sia essa pubblica o privata) firmi un contratto di “spedalità” con cui l’ospedale assume l’obbligo di curarti (e il cui inadempimento, che si concretizza nell’errore del personale medico, ti dà diritto al risarcimento del danno);
  • nel secondo, invece, si parla di responsabilità extracontrattuale medica, dal momento che nei confronti del singolo medico o personale curante (salvi i casi di medico privato) non c’è alcun contratto.

La differenza tra i due regimi è un tecnicismo giuridico, del quale, tuttavia potresti essere interessato a conoscere le conseguenze. Infatti:

  • nel caso di responsabilità contrattuale grava sull’ospedale l’onere di dimostrare che l’inadempimento (nel caso che ci occupa, l’errore medico) è dovuto a circostanze non addebitabili;
  • viceversa, nel caso di responsabilità contrattuale è colui che chiede il risarcimento (il paziente) a dover dimostrare che il fatto è dipeso dalla colpa del medico. Chiaramente, nel secondo caso, l’onere della prova è più difficile da raggiungere.
  • Peraltro, come spiegheremo meglio più avanti, la differenza è anche sul termine di prescrizione dell’azione: dieci anni per quella contrattuale e solo cinque per quella extracontrattuale.

La denuncia vera e propria, invece, è un atto di diritto penale. Si tratta dell’atto con cui il cittadino fa conoscere alla pubblica autorità (come può essere un ufficiale di polizia o il pubblico ministero) l’esistenza di un reato (la denuncia, infatti, costituisce una “notizia di reato”).

E’ importante precisare che la denuncia può essere proposta soltanto quando si configurano, almeno in astratto, gli estremi di un delitto. Non ogni caso di malasanità dà luogo ad un fatto penalmente rilevante, come possono esserlo le lesioni colpose (per le quali è necessaria la querela) o, nei casi più gravi, l’omicidio colposo. Ciò non significa che non potrai, comunque, denunciare il fatto all’autorità, ma solo che, nel caso in cui il fatto non appaia rilevante dal punto di vista penale, la tua denuncia cadrà nel vuoto.

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 Come si effettua la denuncia di un caso di malasanità

Chiarite le differenze principali tra denuncia civile e penale (e precisando che, da un punto di vista tecnico, si può parlare di denuncia o di querela solo con riferimento ai fatti penalmente rilevanti), il paziente è posto dinanzi ad una serie di obblighi se vuole portare a conoscenza delle autorità un caso di malasanità.

Se nel caso dell’azione civile può bastare rivolgersi ad un avvocato, che si occuperà in prima persona di seguire la tua “pratica” e di provvedere ad effettuare tutti gli atti necessari, quando parliamo di denuncia per malasanità, hai la possibilità di effettuarla personalmente, senza bisogno di ricorrere ad un legale. La denuncia, infatti, può essere fatta:

  • in forma scritta, dietro presentazione di un documento a propria firma all’interno del quale dovrai esporre i fatti che ritieni rilevanti e che dovrai consegnare presso la casa circondariale delle forze dell’ordine (ad esempio, denunciando l’errore sanitario presso la Caserma dei Carabinieri);
  • in forma orale, recandoti direttamente presso gli uffici delle forze dell’ordine ed esponendo i fatti ad un ufficiale di Polizia (o al Pubblico Ministero), che provvede a raccogliere la tua dichiarazione e a farne un verbale.

A questo punto dobbiamo introdurre un’ulteriore differenza, sempre rimanendo nel campo della denuncia penale. La legge, quando prevede che alcuni fatti costituiscono reato, distingue tra reati perseguibili d’ufficio e reati perseguibili a querela:

  • nel primo caso, i reati possono essere perseguiti (nel senso che possono essere avviate le indagini ed, eventualmente, il processo penale) su iniziativa del p.m. e della polizia sulla sola presenza della notizia di reato;
  • nel secondo caso, invece, è necessario che la persona che denunci un danno (in questo caso, il caso di malasanità) faccia una querela e cioè non si limiti a riportare la notizia di reato, ma chieda anche che di quel fatto vengano puniti i responsabili.

Per fare un esempio, distinguiamo due casi: da un lato la morte di un paziente e dall’altro le lesioni riportate in seguito ad un intervento malriuscito.

Nel primo caso, la morte del paziente può, almeno in astratto, essere causata dall’errore del medico, il quale, dunque, può rispondere a titolo di omicidio (colposo); nel secondo, invece, si parla di lesioni (colpose).

Ebbene, nel primo caso abbiamo un delitto perseguibile d’ufficio, per cui non è neanche necessario che tu effettui la denuncia, dal momento che basta che le autorità acquisiscano la notizia del reato per avviare le indagini; nel secondo, invece, se manca la tua querela si dice, tecnicamente, che manca una condizione di procedibilità: le autorità non potranno procedere alle indagini e, conseguentemente, non potrà cominciare il processo penale a carico dei responsabili.

Ad ogni buon conto, è bene ricordare che è necessario elaborare correttamente la denuncia per malasanità: infatti, la stessa dovrà contenere elementi fondamentali, al fine di provare la negligenza dell’operato in materia sanitaria, ed il relativo danno che ti ha causato. Inoltre, fai molta attenzione a dimostrare che, tale negligenza, sia stata la causa immediata (e nella maggior parte dei casi anche la principale) ad aver determinato la lesione che hai subìto. In questo caso infatti, potrai individuare molto facilmente a chi attribuire la responsabilità medica, e procedere al raggiungimento della tua meta.

RimborsoSicuro ti offre supporto gratuito nella gestione della pratica di segnalazione dell’errore medico.  Pertanto, se sei confuso e non sai come operare, non esitare a contattarci cliccando il bottone qui sotto.

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Entro quanto bisogna denunciare un caso di malasanità

La legge non permette che possa passare troppo tempo tra il fatto che si vorrebbe denunciare e il processo. Per questo, se intendi denunciare un caso di malasanità dovresti considerare che esistono dei tempi a disposizione per procedere alle diverse azioni che abbiamo prima esaminato. In particolare:

  • se parliamo di azione civile (quella, per ricordarci, relativa al risarcimento del danno), occorre precisare che il diritto al risarcimento del danno si prescrive (cioè si estingue, nel senso che non potrai più chiederlo) entro dieci anni dal fatto, se si parla di responsabilità contrattuale (nel caso di denuncia contro l’ospedale o il medico privato), ed entro cinque, se si parla di responsabilità extracontrattuale (nel caso di denuncia contro il medico che ha effettivamente commesso l’errore);
  • in ambito penale, invece, dobbiamo riprendere la distinzione tra denuncia (per la quale non esistono delle scadenze, salva anche in questo caso la possibile prescrizione del fatto di reato) e la querela (per la quale, invece, hai a disposizione soltanto tre mesi da quando hai scoperto il fatto che vorresti denunciare).

Contro chi fare la denuncia e cosa occorre per procedere

Un altro profilo che bisogna considerare prima di fare la denuncia è quello del suo destinatario. Potenzialmente, infatti, del caso di malasanità potrebbero essere responsabili il medico curante o un’intera equipe medica, oppure soltanto gli infermieri o altro personale della struttura sanitaria.

Quindi, per capire contro chi effettuare la denuncia e chi sarà tenuto a risponderne (in sede civile e/o penale) bisogna vedere caso per caso. Ad esempio, limitandoci al solo errore diagnostico:

  • potrebbe essere stato il medico ad errare (per imperizia o altra forma di negligenza) nel valutare i dati e sbagliare la diagnosi;
  • in alternativa, può ben essere che il medico non abbia commesso errori nella valutazione dei dati, ma che questi siano stati falsati per colpa dei tecnici di laboratorio;
  • allo stesso modo, può anche capitare che il personale dell’ospedale non abbia fornito al medico gli opportuni strumenti per provvedere.

Ne deriva che occorre individuare, esaminando opportunamente i dati clinici a disposizione (e, in primis, la cartella medica) in quale processo e per colpa di chi può essere sorto l’errore medico. Posto che, in ogni caso, la struttura sanitaria può essere chiamata in causa, dal momento che è essa a “contrattare” direttamente con il paziente e a dover assicurare che i propri dipendenti operino in modo corretto.

Quanto abbiamo appena detto rende evidente anche l’importanza di procurarsi tutte le possibili prove da utilizzare per determinare se c’è stato errore medico, a chi è attribuibile e se è a questo che possono ricondursi le conseguenze negative. Dunque, per denunciare un caso di malasanità dovrai senz’altro aver cura di conservare le cartelle cliniche, le ricevute per le prestazioni sanitarie, i referti di visite o analisi, i certificati e le lastre, tutti documenti che potranno essere utilizzati (dietro perizia da parte di un medico legale) per accertare le responsabilità del caso.

Malasanità: conviene sempre denunciare?

Le diverse possibilità a cui puoi accedere quando si tratta di errore medico presentano delle differenze, come abbiamo avuto modo di evidenziare. Dopo aver descritto come procedere all’azione civile o alla denuncia penale, potresti trovare utile capire in quali casi è meglio procedere nell’uno o nell’altro senso.

In particolare, occorre dire che la denuncia penale può essere davvero utile soltanto in relazione ai casi più gravi o in presenza di alcune circostanze particolari, come:

  • la necessità di compiere accertamenti urgenti o irripetibili (come autopsie, riscontri diagnostici, sequestri di locali, documenti o dispositivi) per poter affermare la responsabilità sanitaria;
  • la presenza di un danno grave alla persona (a prescindere dai casi di morte del paziente), nel qual caso può essere dovere morale “farla pagare” ai responsabili.

Il problema, essenzialmente, è che la denuncia penale esaurisce tutte le possibilità che hai a disposizione per ottenere giustizia, dal momento che, una volta presentata, tutto passa nelle mani del pubblico ministero, con tutti le lungaggini che possono conseguire. Inoltre, nel processo penale non è possibile far causa all’ospedale o alla struttura privata, ma solo a singole persone, cosa che potrebbe essere difficile se non si è in grado di risalire al responsabile effettivo del danno.

Inoltre, non è del tutto vero che, una volta presentata la denuncia hai finito di preoccuparti: potrebbe essere necessaria la costituzione di parte civile nel processo per poter ottenere la condanna anche al risarcimento, con conseguente necessità di rivolgerti ad un difensore e la disponibilità ad essere esaminato nel corso delle udienze.

Infine, nel processo penale la dimostrazione della responsabilità personale, presupposto per l’applicazione della pena, richiede un accertamento molto più pregnante dal punto di vista probatorio, essendo necessario dimostrare la colpa oltre ogni ragionevole dubbio.

Ne consegue che, salvi i casi descritti, la soluzione più agevole e che meglio può permetterti di ottenere giustizia è quella del risarcimento da errore medico in sede civile.

Denunciare errore medico: conclusioni

Bene, siamo giunti al termine di questo approfondimento.

Però, ultimo consiglio molto fondamentale che mi sento di darti è che, ancor prima di esporre la denuncia, dovresti rivolgerti ad uno studio legale esperto in materia di malasanità, in quanto le strategie di vittoria che andranno adottate, saranno prima studiate accuratamente e scelte meticolosamente in base il tuo caso.

Se stai quindi cercando un valido aiuto nel settore, ti consiglio vivamente di raccontare la tua storia a RimborsoSicuro.it, che, per il tramite di una folta equipe specializzata in questo settore,  ti affiancherà gratuitamente (si, hai capito bene, senza pagare) per tutto l’iter burocratico che dovrai affrontare, garantendoti la possibilità di corrispondere un compenso solo ed esclusivamente in caso di vittoria!

 

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In questo articolo oggi andrò a parlarti di tutto ciò che riguarda la cartella clinica. Alla fine di questa lettura conoscerai perfettamente tutte le sue funzioni, saprai cosa devi fare per entrarne in possesso, come richiedere la cartella clinica di un defunto, come devi comportarti nel caso in cui questa andasse smarrita e molto altro ancora.

Cartella clinica, a cosa serve

cartella clinica cosa contiene
cartella clinica cosa contiene

Con il termine “cartella clinica” vuole indicarsi quel tipo di fascicolo, considerato atto pubblico, contenente l’insieme di documenti che includono le informazioni (anagrafiche e sanitarie) riguardanti le condizioni di salute del paziente durante un ricovero presso una struttura ospedaliera.

Tali informazioni sono fondamentali al fine di rilevare il trattamento terapeutico del paziente. Grazie a questo infatti, i medici potranno avere un quadro complessivo del percorso della tua salute, e semplificare quindi il modo in cui decretare le dovute cure che ti saranno somministrate.

Alcuni esempi di notizie contenute nella cartella clinica possono essere:

  • la durata della degenza
  • le terapie farmacologiche a cui sei stato sottoposto
  • la diagnosi e gli esami con i relativi esiti
  • la relazione di eventuali operazioni chirurgiche.

La cartella clinica originale è conservata nello schedario dell’ospedale in cui è stata redatta. Essa rimane custodita per un tempo illimitato, e non può mai ed in nessun caso essere distrutta. Il responsabile della sua protezione è il direttore sanitario. Ciononostante, alcune persone possono richiedere all’ospedale il rilascio di una copia autentica. A breve ti spiegherò chi può averne accesso.

Leggi anche: i diritti del malato

Cartella clinica: chi può richiedere una copia?

ci può visionare cartella clinica
ci può visionare cartella clinica

Le persone che possono chiedere ed avere un duplicato della cartella clinica sono le seguenti:

  • il soggetto che effettivamente sia interessato ad ottenerla (qualora si tratti di un minorenne o disabile, la copia della cartella clinica potrà essere rilasciata al genitore che ne fa le veci o ad un tutore legale, previa esibizione di un documento di riconoscimento e dello stato di famiglia);
  • un’altra persona che avrai precedentemente delegato in forma scritta;
  • gli eredi legittimi, purché siano in possesso di un certificato che ne attesti lo stato di unico erede o di delegato di altri eredi;
  • i medici cui hai dato il consenso al trattamento dei tuoi dati, rispettandone la riservatezza secondo l’obbligo del segreto medico professionale;
  • l’autorità giudiziaria, gli enti pubblici previdenziali, il Servizio Sanitario Nazionale.

Per quanto riguarda la delega, generalmente le strutture sanitarie offrono un servizio on line con delle apposite sezioni da compilare. Ovviamente, in alternativa a questo servizio, potrai anche scrivere tu stesso una delega che, non è comunque soggetta a particolari vincoli di firma.

Devi inoltre sapere che, anche senza il tuo consenso, altre persone possono fare richiesta per accedere alla tua cartella clinica. Si tratta di quei casi in cui la cartella viene riconosciuta in ambito giudiziario come un elemento chiave, allo scopo di difendere un diritto molto importante considerato di pari livello al tuo diritto di mantenere la riservatezza su ciò che riguarda il tuo stato di salute. Per farti un drastico esempio, il/la tuo coniuge potrebbe richiederne l’accesso con lo scopo di annullare il matrimonio.

Cosa deve contenere la cartella clinica

cartella clinica cosa deve contenere
cartella clinica cosa deve contenere

Come ti ho già accennato precedentemente, possiamo considerare la cartella clinica come un diario personale che raccoglie tutti i dati riguardanti le tue condizioni di salute durante un ricovero ospedaliero. Andiamo dunque a vedere nel dettaglio quali sono questi dati che devono essere contenuti in essa:

  • le tue generalità;
  • la prognosi al momento della degenza;
  • la raccolta di tutte quelle informazioni (in gergo “anamnesi”) tue e della tua famiglia, necessarie al medico al fine di stabilire una corretta diagnosi;
  • quale obiettivo devi raggiungere sotto il profilo sanitario;
  • gli esami di laboratorio ed i controlli specialistici che hai effettuato;
  • la diagnosi pervenuta durante le dimissioni;
  • la terapia eseguita al momento della degenza e quella da eseguire successivamente;
  • gli esiti finali del trattamento sanitario ricevuto.

Come richiedere una cartella clinica

come ottenere cartella clinica
come ottenere cartella clinica

Nonostante non sia indispensabile per legge, per richiedere una copia della cartella clinica è necessario che tu presenti una richiesta scritta. Inoltre, potrai fare una richiesta per ottenerne una copia solo ed esclusivamente dopo le tue dimissioni dall’ospedale, ed inserendo i seguenti dati:

  • dati anagrafici;
  • periodo di degenza e reparto dove sei stato ricoverato;
  • fotocopia del documento di riconoscimento (tua e/o di chi ne fa le veci);
  • delega (se chi ne fa la richiesta è una persona diversa dal paziente);
    – indirizzo dove vuoi che venga consegnata la copia;
  • recapito telefonico di chi ne fa la richiesta ed eventuale indirizzo email;
  • documentazione che attesti l’avvenuto corrispettivo delle spese di riproduzione.

Se durante l’effettuazione di tale richiesta ti trovi ancora essere degente in ospedale (o sei comunque prossimo alla dimissione), potrai presentarla direttamente presso il punto di accettazione del reparto di degenza. Qualora tu sia stato già dimesso, dovrai rivolgerti al Cup o all’Ufficio Cartelle Cliniche dell’ospedale. In entrambi i casi, in linea di massima, la prassi da seguire per ottenere la copia della cartella clinica è molto semplice: dovrai compilare un modulo di richiesta e sostenere delle spese relativamente irrisorie (di cui andrò a parlarti più avanti), riguardanti i diritti di bollo.

Quando è possibile richiedere la cartella clinica

Se stai pensando che solo dopo aver ricevuto tutte le cure necessarie ed hai intrapreso i trattamenti sanitari che ti sono stati somministrati puoi richiedere di avere accesso alla tua cartella clinica, stai commettendo un errore.

Devo infatti contraddirti e, a tal proposito, voglio che tu entri a conoscenza del fatto che puoi averne il diritto alla visione della cartella clinica anche nel corso della tua degenza in ospedaleDevi sapere infatti che, durante il ricovero, hai tutto il diritto di consultare e prendere visione della cartella clinica e le relative attestazioni in essa riportate.

Equivalenti diritti sono concessi anche al tuo medico di famiglia che, qualora sia necessario, ha anche il dovere di collaborare con il personale ospedaliero. Inoltre, potrai richiedere al tuo medico una revisione della cartella clinica con tanto di relazione illustrativa, al fine di sottoporre l’attenzione di uno specialista esterno all’ospedale.

Quanto tempo occorre per una copia della cartella clinica?

I tempi di consegna relativi alla copia della cartella clinica sono di solito 30 giorni. Questa tempistica però, può variare nel caso in cui la richiesta venga effettuata subito dopo le dimissioni dall’ospedale. In questo caso infatti, i tempi di attesa saranno sicuramente più lunghi, in quanto la cartella clinica, prima di poter essere consegnata, deve necessariamente essere completa di tutti i certificati sanitari inerenti al paziente.

Da questo possiamo dunque dedure che la copia della cartella clinica non viene mai rilasciata nell’immediato istante, ma è necessario attendere il tempo tecnico di cui la struttura sanitaria ha bisogno per la preparazione della copia e l’inserimento di appositi visti, in maniera tale da renderla copia conforme all’originale.

Un’altra cosa molto importante che devi sapere è che qualora la struttura ospedaliera si rifiuti di rilasciare la copia della cartella clinica (senza nessun motivo adeguato), potrai esporre querela per omissione di atti di ufficio.

Cartella clinica: quanto costa richiederla?

Il costo di rilascio della copia di una cartella clinica varia dai 15 ai 20 euro circa. A questi costi inoltre, vanno aggiunte le eventuali spese di spedizione che si aggirano intorno a 6 – 7 euro, nel caso in cui tu scelga di farti recapitare il tutto al tuo domicilio, tramite il servizio postale. Ovviamente sei anche libero di ritirare la cartella clinica in prima persona, direttamente presso l’Ufficio Cartelle Cliniche della struttura ospedaliera, pagando solo i costi di riproduzione al momento del ritiro.

Questi costi possono aumentare qualora tu richiedi il rilascio della copia su un disco illustrativo (risonanze magnetiche, ecografie, Tac etc). Tutte queste spese però, non possono purtroppo essere portate in detrazione fiscale, per il semplice fatto che non vengono riconosciute come spese mediche.

Come compilare correttamente la cartella clinica

Data la sua importanza, le informazioni riportate nella cartella clinica devono obbligatoriamente essere chiare e leggibili. Sfortunatamente, non esiste attualmente in Italia nessuna legge che regoli ciò. Tuttavia, esiste a tal proposito un nuovo codice, denominato codice di deontologia medica, che riporta i criteri che devono necessariamente essere rispettati per poter effettuare una corretta redazione e conservazione della cartella. Tale codice comprende quanto segue:

  • la cartella clinica deve essere redatta in ordine cronologico e scritta in modo chiaro e semplice, in maniera tale da poter essere leggibile da tutti;
  • i dati in essa contenuti devono essere completi, e devono essere scritti tempestivamente sulla cartella, e non in seguito;
  • nessuna nota già scritta può essere eliminata, ma solo smentita da un’annotazione che sarà riportata successivamente;
  • ogni dato ed informazione contenuto nella cartella clinica, è considerato personale e non pubblico; più precisamente vengono definiti dati sensibili, cioè non raggiungibili da nessuno, se non previo il consenso scritto del paziente;
  • le cartelle cliniche ed i referti medici, devono essere conservate per un periodo di tempo illimitato in ospedale;
  • la responsabilità del corretto controllo e della conservazione della cartella clinica, è del primario del reparto in cui si è in terapia, e passa al direttore sanitario quando la cartella clinica viene messa in archivio.

E’  fondamentale che i dati inseriti nella cartella clinica siano facilmente riconducibili al medico che le ha redatte, inserendo dunque in maniera leggibile il proprio nome e cognome, ed apponendo la propria firma. Inoltre, la cartella clinica dovrà essere sottoscritta anche da tutti quelli che sono intervenuti sul paziente durante la sua degenza.

Un altro punto importante da sapere è che qualunque tipo di errore nella compilazione della cartella clinica viene considerato un fatto molto grave. Inoltre, è fondamentale che venga aggiornata costantemente e tempestivamente. In mancanza di questo infatti, potrebbero esserci omissioni di alcuni punti di cui potresti avvalerti in seguito, per dimostrare (qualora sia il caso) il verificarsi di eventi dannosi per la tua salute, e poterti così avvalere della possibilità di esporre denuncia contro il personale medico in questione.

La natura e le funzioni della cartella clinica

Come ho già detto poc’anzi, la cartella clinica ospedaliera è da considerarsi un atto pubblico. A tal proposito dunque, il personale medico ospedaliero che verbalizza i dati sulla cartella è da considerarsi a tutti gli effetti un pubblico ufficiale. In tale veste esso, se riporterà informazioni false o sbagliate, sarà passibile di querela.

Al contrario, se la cartella clinica viene redatta da medici operanti in strutture medico sanitarie non convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, il suo valore sarà quello di un semplice documento privato, e non verrà considerato quindi un atto pubblico.

La finalità primaria della cartella clinica è quella di mettere i medici nelle condizioni tali da prestare al paziente il miglior sostegno ed assistenza possibile durante il suo ricovero.

Un’altra funzione molto importante della cartella clinica è quella di dimostrare il consenso informato del paziente riguardo il suo stato di salute. Contemporaneamente, devono essere allegati anche i documenti dai quali si evince la volontà del paziente di sottoporsi alle terapie mediche proposte. Tale consenso potrà anche essere sfruttato in seguito allo scopo di effettuare ricerche e studi medici, rispettando sempre la privacy del paziente.

Per ultimo, ma non per questo meno importante, viene utilizzata per accertare i casi di responsabilità medico sanitaria. Tramite la cartella clinica infatti, potrai rivolgerti al tuo medico legale e chiedergli un parere su eventuali tracce di responsabilità medica. Una volta fornito il proprio parere, potrai incaricare lo stesso medico legale di vestire la parte in qualità di consulente tecnico, nel contesto di un eventuale processo giudiziario.

Richiedere la cartella clinica di una casa di cura privata

Esattamente come le strutture sanitarie, anche le case di cura sono obbligate a redarre e gestire le cartelle cliniche, e di rilasciarne una copia ai suoi pazienti e a chi ne ha diritto.

E’ fondamentale però fare prima una distinzione tra quelle che sono le case di cura convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, e quelle non convenzionate.

  • Le case di cura convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale vengono equiparate alle strutture pubbliche ospedaliere e, pertanto, sono soggette alle stesse identiche regole vigenti in ospedale, sia per quanto riguarda le modalità di richiesta, sia il valore probatorio di tali cartelle.
  • Per quanto concerne invece le case di cura non convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, il suo valore giudico non potrà essere considerato come documento amministrativo; in questo caso, la cartella clinica non avrà quindi funzione né di atto pubblico, né di certificazione.

Come richiedere la cartella clinica di un defunto

Se sei stato colpito da brutte notizie come la morte improvvisa di un parente, certamente non stai attraversando proprio un bel periodo. Nonostante questo però, una volta sconfitto il momento di afflizione, occorre tirare fuori la forza di volontà necessaria ad affrontare gli aspetti amministrativi e richiedere dunque la cartella clinica del defunto.

Devi sapere infatti che, avere il quadro chiaro di tutto il periodo di ricovero in ospedale, relativo al parente o familiare che purtroppo ti ha lasciato, è un tuo diritto fondamentale. Inoltre, come ti ho già spiegato prima, se la struttura ospedaliera si rifiuta di rilasciarti la copia della cartella clinica, senza nessun motivo che giustifichi questo, potrai denunciare l’ospedale in questione per omissione di atti di ufficio.
La legge però pone alcuni limiti a riguardo. Andiamo dunque a scoprire insieme chi esattamente può averne accesso e cosa fare per richiederla.

In linea di massima, lo stato italiano riconosce agli eredi legittimi del defunto la possibilità di avere accesso ad una copia conforme all’originale della cartella clinica del defunto. Nello specifico, secondo il Codice Civile, possono averne accesso le seguenti persone:

  • il coniuge;
  • i figli naturali o adottivi;
  • gli ascendenti (nel caso in cui non vi sia la possibilità di averne accesso, né da parte del coniuge, né dei figli);
  • i discendenti dei figli naturali (in assenza dei figli e del coniuge);
  • gli eredi (in possesso di regolare testamento).

Se il parente decesso non ha ancora compiuto la maggiore età, questo diritto verrà concesso:

  • al genitore naturale e/o chi ne esercita la patria potestà, oppure al tutore (previa esibizione di autocertificazione o sentenza emessa dall’autorità giudiziaria);
  • al genitore affidatario, nel caso in cui il minore fosse in affidamento.

Inoltre, il diritto ad avere accesso alla cartella clinica del defunto, viene riconosciuto  anche a chiunque abbia un coinvolgimento proprio, o che ne abbia di bisogno per motivi familiari, purché questo non comprometta la tutela dei dati personali della persona defunta.

Per richiedere ed ottenere questa cartella, dovrai indirizzarti all’ufficio competente della struttura ospedaliera, stilare un’autocertificazione che riporti quanto segue:

  • confermare di essere l’erede legittimo;
  • dimostrare il rapporto di parentela tra te e la persona defunta;
  • presentare i dati anagrafici del paziente defunto;
  • indicare la data di decesso;
  • citare il reparto in cui il defunto era ricoverato.

A questa autocertificazione dovrai anche allegare una fotocopia del tuo documento di riconoscimento.

I tempi di rilascio della cartella, sono gli stessi che ti ho citato nei punti precedenti.

Chi è il responsabile dello smarrimento della cartella clinica?

Avrai sicuramente già appreso che, durante tutto il periodo di degenza in ospedale, il responsabile della gestione della tua cartella clinica è il medico di reparto. Tale responsabilità decade nel momento stesso in cui il medico si presta a consegnare la tua cartella all’ufficio centrale ospedaliero preposto all’archivio. Da questo momento in poi infatti, qualunque cosa dovesse accadere alla tua cartella clinica, sarà direttamente la struttura sanitaria ospedaliera a risponderne.

Secondo i giudici della Cassazione infatti, dal momento in cui il vincolo di conservazione passa dal medico all’ospedale, sarà proprio quest’ultimo l’unico responsabile ed imputabile di un ipotetico smarrimento della cartella.

Attualmente, proprio per evitare questi problemi di smarrimento, è in corso una così detta digitalizzazione delle cartelle cliniche sanitarie, in maniera tale da effettuare un passaggio dal cartaceo al digitale, e semplificarne (nonché migliorarne) così, i metodi ed obblighi di gestione e conservazione.

Ad ogni modo, prima di proseguire nella lettura, sappi che se hai bisogno puoi contare sul Supporto Gratuito di RimborsoSicuro.

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Se belli si vuole apparire, qualche pena si deve soffrire.

Nessuno nasce perfetto, si sa, ed oggi giorno è sempre in continua crescita il numero delle persone che si servono della chirurgia estetica al fine di migliorare il proprio aspetto fisico, tentando così a tutti i costi di perfezionare o nascondere un difetto esteriore di se stessi che per diversi motivi non riescono proprio ad accettare.

Possiamo ad esempio ricorrere al lifting per cancellare i segni del tempo, affrontare un intervento di chirurgia plastica per raggiungere l’obiettivo di avvicinarsi all’ideale del proprio partner, o solo semplicemente per passarsi lo sfizio di cercare di somigliare il più possibile ad un qualche personaggio famoso dello spettacolo.

Ma hai presente quel detto che dice “sfortunatamente non tutte le ciambelle riescono col buco”? Ebbene si, potrebbe purtroppo capitare a chiunque di essere vittima di un intervento chirurgico malriuscito e di subire talvolta come conseguenza una cicatrice da danno estetico.

Gli interventi di chirurgia estetica possono infatti rivelarsi spesso molto rischiosi e qualsiasi atto medico potrebbe causare l’insorgere di possibili complicazioni, recando così al paziente dei danni chirurgici.

Uno step essenziale per affrontare un’operazione chirurgica, è sicuramente la scelta accurata del medico chirurgo su cui riporre la propria fiducia, in modo tale da evitare di ritrovarsi ad essere vittime di un disastro da chirurgia estetica.

In questo articolo oggi approfondiremo insieme alcuni argomenti su ciò che riguarda il risarcimento per danno estetico, e andremo quindi a fare chiarezza su come si calcola il danno chirurgico, che è una tipologia specifica di errore medico.

E’ molto importante sapere a chi rivolgersi in caso di errori di chirurgia estetica, ma non temere, sei capitato sul posto giusto e dunque, anche a questo la soluzione è a portata di mano. Tutto ciò che devi fare è prenderti qualche minuto di tempo a disposizione e proseguire comodamente la lettura.

Invece, nel caso tu intenda avvalerti dell’assistenza gratuita e professionale di RimborsoSicuro puoi tranquillamente contattarci cliccando sul bottone qui sotto: sarai ricontattato da un nostro consulente che ti supporterà nella gestione della tua problematica.

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Risarcimento per danno estetico

Prima di andarti a spiegare quali sono i passi da seguire al fine di ottenere un risarcimento per danno estetico, è molto fondamentale andare ad analizzare quelli che sono gli aspetti sul come valutare e calcolare il danno chirurgico.

danno estetico
danno estetico

Il danno chirurgico di natura estetica rientra infatti in quella tipologia di lesioni che risultano essere molto complicati da determinare e da valutare, a causa della sua considerevole varietà soggettiva.

Ci sono tantissimi casi per cui potremmo sfortunatamente ritenerci vittime di aver subito un danno estetico (incidenti stradali, malasanità, chirurgia plastica etc), e richiedere a tal proposito un rispettivo compenso.

Va anche puntualizzato che con tale termine non si intendono soltanto quelle che sono le lesioni riguardanti il viso, ma per esempio anche una cicatrice da danno estetico situata in un’altra parte del corpo potrebbe essere considerata una mutazione estetica ed essere quindi valida al fine di ottenere un risarcimento; inoltre possiamo affermare di aver subito un danno se qualcosa ha turbato la nostra integrità psico fisica.

Danno patrimoniale da chirurgia plastica

danno patrimoniale chirurgia plastica
danno patrimoniale chirurgia plastica

Ma non è finita qui! Devi sapere infatti che tali danni possono avere anche un’incidenza non indifferente sull’attività lavorativa che svolgiamo, come ad esempio una perdita di opportunità di lavoro, di un mancato guadagno o di un restringimento delle capacità professionali. Tutto ciò rientra nei così denominati danni patrimoniali, alla quale il soggetto potrà fare appello in maniera tale da poter chiedere ed ottenere una liquidazione.

Proprio per questo motivo sarà compito del medico legale quello di valutare ogni singola situazione, secondo la base delle caratteristiche fisiche del soggetto in questione. Per fare ciò dovranno certamente essere presi in considerazione molteplici elementi, tra cui la condizione fisica del soggetto prima di aver subito il danno, il sesso e l’età.

Un aspetto di rilevante importanza sarà sicuramente quello di conservare accuratamente quelli che sono i documenti ed i certificati medici che attestino il danno in questione, in modo da andarli successivamente a mostrare al medico legale che andrà a svolgere la perizia.

Come si calcola il danno estetico

Partiamo dal presupposto che se hai ricevuto un danno da chirurgia estetica, questo deve essere risarcito! Occorre però fare chiarezza su quanto segue.

calcolo danno estetico
calcolo danno estetico

E’ praticamente impossibile fare una stima di quelle che sono le conseguenze estetiche di un intervento chirurgico. Gli effetti che il soggetto ne subisce nella vita quotidiana e personale, cambiano infatti da caso a caso.

Per fare un esempio pratico, immaginiamo una ragazza che lavora nel settore della moda per il quale il proprio aspetto fisico è un elemento molto fondamentale per la sua attività lavorativa; in tal caso le conseguenze del danno estetico avranno senza ombra di dubbio un impatto maggiore rispetto a quelle di una persona anziana.

Per stimare il calcolo da danno estetico occorre dunque concentrarsi sul fatto che esso ha causato in noi un peggioramento dell’aspetto esteriore, solitamente riferito a tutto il corpo, ma in particolar modo al volto. L’oltraggio per eccellenza è la cicatrice causata da danno chirurgico (di cui ti andrò a parlare meglio più avanti).

Devi sapere che esiste un’apposita tabella diffusa dal Ministero della Salute, con lo scopo di quantificare un punteggio relativo appunto ai danni estetici da chirurgia. Tale punteggio si suddivide in una scala che va da 1 a 9, dove l’1 sta per “pregiudizio complessivamente lieve” ed il 9 vuol dire “pregiudizio complessivamente moderato”.

Questa tabella però non prende purtroppo in considerazione quelli che sono i fattori circostanziali di cui ti ho già citato nei punti precedenti (attività lavorativa, stato fisico antecedente l’evento, età, sesso etc).

Pertanto sono state fondate delle apposite griglie con lo scopo di aiutare gli esperti tecnici a conteggiare il punteggio adatto ad ogni singolo caso.

Cicatrice da danno estetico

La valutazione del danno alla persona da cicatrici cutanee costituisce un tema molto difficile da trattare perché non è ben definito in medicina giuridica nazionale ed internazionale, a causa della sua alta variabilità dei suoi fattori che lo determinano.

cicatrice danno estetico
cicatrice danno estetico

Come ti ho già anticipato nel punto precedente, le cicatrici causate da un danno estetico possono essere considerate come lo sfregio maggiore che potremmo ricevere. Nel peggiore dei casi il segno che abbiamo subìto rimarrà per sempre evidente e, per potervi porre rimedio sarà necessario ricorrere ad un altro intervento di chirurgia plastica.

Le cicatrici derivati da un danno estetico, possono dipendere dai seguenti fattori:

  • tipo di cicatrice (come dimensione, forma e sede): quelle sul viso sono ritenute più gravi rispetto a quelle situate in altre parti del corpo; inoltre, quelle situate in prossimità degli occhi, del naso e della bocca, possono essere sicuramente definite più “imbarazzanti” nei confronti di quelle della fronte e del mento
  • tipo di cute
  • vari coefficienti personali come età, sesso, coinvolgimento psicologico e attività lavorativa svolta; la condizione peggiore della vittima che ha subito una cicatrice da danno estetico, è quella di lavorare a contatto con altre persone
  • possibilità di miglioramenti chirurgici
  • condizione precedente: l’esistenza di altre cicatrici per esempio, “allevierà” di certo il danno estetico della nuova cicatrice in questione.

Le cicatrici da danno estetico (definite anche lesioni) rientrano in quella categoria definita danno biologico. Con il medesimo danno si intende una limitazione dell’integrità psico fisica del soggetto.

Al fine di determinarne una corretta valutazione di tali cicatrici, verranno presi in considerazione i fattori che ti ho citato in questo articolo, riportati anche nelle tabelle delle lesioni biologiche.

chirurgia estetica: a chi rivolgersi

errori chirurgia estetica
errori chirurgia estetica

Il primo passo da eseguire al fine di ottenere un risarcimento per danno derivato da chirurgia estetica (come ti ho già accennato in precedenza), sarà quello di rivolgerti ad un buon medico legale che andrà a svolgere una perizia accurata e meticolosa in questione.

In mancanza di tale perizia non si può discutere di nulla, in quanto viene a mancare la conferma medico legale del danno subìto. Solo una volta svolta questa perizia puoi passare al passo successivo, che sarà quello di andare a reperire un buon avvocato esperto in responsabilità medica.

Se non vuoi rimanere deluso ed ottenere spiacevoli risultati, sicuramente devi affidarti in buone mani al fine di ricevere un risarcimento per danni derivati da chirurgia estetica.

A tal proposito ti consiglio di metterti immediatamente in contatto con un team di esperti nel settore. Il team di Rimborso Sicuro farà sicuramente al caso tuo: usa il bottone qui sotto per metterti in contatto con noi e ricevere assistenza gratuita.

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Puoi ottenere una consulenza accurata del tuo caso in maniera del tutto gratuita, compilando i moduli di richiesta on line, ed andare a richiedere un intervento semplice, veloce ed efficace.

Inoltre verrai assistito senza dover sborsare nessun anticipo! Il tuo caso infatti verrà prima ben analizzato senza nessun costo, in maniera tale da essere sicuri di poter procedere al fine di conquistare il tuo risarcimento, e pagare soltanto ad esito raggiunto ed in caso di vittoria.

Se nonostante tutti gli aspetti positivi di cui hai appena preso conoscenza, sei ancora assolto da qualche dubbio, puoi tu stesso constatare la qualità del servizio offerta da questi professionisti sul web infatti puoi facilmente trovare molte recensioni di persone che si sono rivolte a questo team di esperti, raccontando la propria esperienza vissuta.

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Sfatiamo sin da subito il mito secondo il quale l’Italia sarebbe uno dei peggiori paesi al mondo in materia di sanità. Infatti, secondo uno studio effettuato dalla rivista “The Lancet” che ha preso in esame 32 malattie per le quali il decesso può in teoria essere evitato, il nostro bel paese può vantare un modesto dodicesimo posto, superando addirittura paesi come la Francia, la Germania e gli Stati Uniti d’America.

Nonostante ciò, l’Italia è risultata essere anche tra i paesi dove la fiducia nei confronti dei medici e della sanità è arrivata ai livelli più bassi, e di recente i casi di malasanità sembrano purtroppo ripetersi di continuo nelle cronache.

Sta di fatto che errare è umano, e dal momento che i medici sono uomini anche loro possono sbagliare. Potrebbe dunque capitare che, su svariati milioni di interventi medici effettuati ogni giorno, qualcuno di questi non vada proprio per il verso giusto.

E’ di 1 a 10 infatti il numero di pazienti che nel corso della sua vita incorre in un danno medico. E sono addirittura ben 32 mila (il 4% dei pazienti) le persone che ogni anno subiscono dei danni causati da errori medici, molti di questi purtroppo conclusisi con decessi.

Di conseguenza, aumentano sempre di più anche le denunce e le richieste di risarcimento ai danni della struttura ospedaliera, nonché le cause che finiscono in tribunale.

come denunciare ospedale
come denunciare ospedale

Come dici? E’ successo proprio a te di vivere la brutta esperienza di un intervento medico mal riuscito o di malasanità in generale? Non ti preoccupare, in quest’articolo ti darò qualche consiglio su come denunciare l’ospedale e ti spiegherò bene tutto il procedimento per affrontare tale causa nell’ambito dei cosiddetti diritti del malato.

Mettiti dunque comodo e prosegui con calma la lettura.

Risarcimento ospedale: cosa fare

risarcimento ospedale
risarcimento ospedale

Se sei una delle tante vittime che ha vissuto la brutta esperienza di un caso di malasanità che abbia causato un danno alla tua salute, sicuramente il primo passo che dovrai svolgere in merito al risarcimento dei danni è quello di sottoporti a visite mediche ed esami specialistici. 

In questo senso, sarà il tuo medico di famiglia ad indirizzarti, al fine di accertarsi che il sospetto sia fondato e contemporaneamente fare richiesta della cartella clinica presso la struttura ospedaliera dove sei stato in cura (tale richiesta deve essere fornita obbligatoriamente entro e non oltre 6 giorni).

Il passo successivo sarà quello di rivolgerti ad un buon avvocato specializzato in ambito sanitario. Se non conosci nessun legale che tratti tale materia, puoi sicuramente rivolgerti a RimborsoSicuro per far gestire gratuitamente la tua causa contro l’ospedale, semplicemente cliccando sul bottone qui sotto e chiedendo di esser ricontattato da uno dei suoi tanti consulenti specializzati.

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Insieme al tuo avvocato potrai scegliere chi citare in giudizio in base questi due semplici criteri:

  • Chi è di fatto il colpevole per il caso di malasanità?

Un medico che svolge un trattamento sanitario errato o insufficiente rispetto a quello dovuto, provocando dei danni (fisici o mentali) al paziente, può senza ombra di dubbio essere reputato negligente nel suo campo ed è soggetto quindi a ricevere una denuncia per malasanità.

In alcuni casi sono più di una le persone o gli enti ad essere i responsabili. Facciamo esempio che uno specialista di laboratorio analisi interpreti in maniera errata un determinato valore del sangue e che il medico accetti la sua diagnosi, senza però prima aver esaminato i risultati di persona. In questo caso possono essere ritenuti entrambi responsabili di una diagnosi sbagliata e di avere quindi recato un danno al paziente.

  • Chi conviene “prendere di mira”?

Questo aspetto è fondamentale per il procedimento, in quanto va ad influire su quelle che sono le tue aspettative di vincita. Il consiglio è di mirare alla persona o all’ente che dispone di maggiori risorse finanziarie. Mi spiego meglio: il “portafoglio” di una struttura ospedaliera sarà sicuramente più gonfio rispetto a quello del medico stesso che ci lavora.

Una volta fatta chiarezza su questi due punti, potrai sicuramente procedere insieme al tuo legale ad avviare la causa contro l’ospedale.

Di seguito cercherò di farti maggiore chiarezza su ciò che riguarda il procedimento vero e proprio che dovrai seguire in caso di errore medico.

Causa contro l’ospedale: il procedimento

Vediamo ora in cosa consiste il procedimento quando si vuole fare causa ad un ente sanitario.

Come ti ho già spiegato in precedenza, i soggetti ai quali inoltrare eventualmente una richiesta di risarcimento danni ospedaliera sono tre:

  • tu, ossia il paziente,
  • la struttura sanitaria
  • ed il medico in questione.

Ma esistono delle sostanziali differenze riguardo a quelle che sono le responsabilità del medico e quelle dell’ente sanitario.

  • La responsabilità della struttura ospedaliera nasce quando un paziente riceve un danno che sia riconducibile alle obbligazioni stipulati con il paziente nel cosiddetto contratto di spedalità. La parola chiave per semplificare tale rapporto tra paziente ed ospedale è la malasanità (mancata prestazione di servizi personali che recano un danno al soggetto beneficiario).
  • Ma questo non sottrae in nessun caso il medico dal suo obbligo di responsabilità. Infatti anche al medico che ha agito puoi chiedere il risarcimento del danno subito, ovviamente nei limiti di quelle che sono le sue responsabilità extra-contrattuali (a meno che tu non abbia stipulato direttamente con lui un contratto).

Prima di arrivare ad un giudizio civile (ove puoi incorrere in lunghissime attese), è bene cercare di intraprendere strade alternative, molto più semplici e veloci, e tentare di trovare un accordo tra le parti chiamate in causa.

In entrambi i casi, i passi che dovrai successivamente affrontare sono i seguenti:

  • raccogli tutta la documentazione sanitaria necessaria ad intraprendere questa causa (cartelle cliniche, visite mediche utili ad accertare il danno subito);
  • reperisci un buon legale specializzato in ambito sanitario;
  • valuta il danno subito e l’eventuale colpa da attribuire, facendo fare una perizia da un medico legale specializzato in materia;
  • se il medico legale conferma l’errore medico, allora potrai richiedere (preferibilmente tramite il tuo avvocato) una richiesta di risarcimento dei danni ai rispettivi responsabili.

Fatto ciò non ti rimane altro che attendere la risposta della compagnia assicuratrice ospedaliera che, se conferma anch’essa il rilevamento dell’errore medico, sarà pronta a trovare un accordo insieme a te e pattuire la cifra per il risarcimento del danno.

causa contro ospedale
causa contro ospedale

Nel caso in cui non riesci a trovare nessun accordo, puoi provare una consulenza tecnica preventiva, che sarà svolta da un consulente tecnico d’ufficio, nominato dal tribunale competente. In questo caso saranno chiamate in causa tutte le parti (paziente, medico, ospedale e compagnia assicuratrice), che presenteranno un’offerta del risarcimento ai danni del paziente, al fine di giungere ad un accordo.

Qualora anche quest’ultimo tentativo dovesse fallire, l’ultima strada che ti rimane da intraprendere (ahimè, la più lunga) è la causa civile ordinaria contro l’ente sanitario o il medico in questione (o in alcuni casi entrambi).

Una domanda che ti starai sicuramente ponendo è: entro quanto tempo posso chiedere il risarcimento dei danni all’ospedale?

Poco fa abbiamo fatto la distinzione tra contratto di spedalità (stipulato tra paziente ed ospedale) e responsabilità extra-contrattuali del medico.

Nel primo caso hai 10 anni di tempo dal momento in cui entri a conoscenza di aver subito il danno per colpa di un errore medico. Trascorso questo tempo, la possibilità di chiedere il risarcimento danni entra in prescrizione. Per quanto riguarda invece le responsabilità extra contrattuali, i tempi si dimezzano. Infatti tale possibilità decade trascorsi i 5 anni dalla venuta a conoscenza del danno subito.

Denunciare ospedale: qualche consiglio

Adesso che hai ben capito il procedimento da attuare per avviare una causa contro l’ospedale al fine di ricevere un risarcimento da malasanità, voglio darti qualche consiglio con lo scopo di ottenere il massimo risultato possibile.

denunciare ospedale
denunciare ospedale

Ma prima di ciò ci tengo a precisare che i casi in cui una denuncia contro l’ente sanitario o medico (o entrambi i casi), vedano il paziente uscirne vincitore, sono davvero rari. Non dico questo per scoraggiarti (tutt’altro), ma è importante che tu valuti bene prima di cominciare, se sia davvero il caso di imbatterti in una tale procedura giudiziaria o meno.

Per prima cosa ci tengo a dirti di non iniziare da solo, in quanto le possibilità che tu riesca a vincere sono presso che pari allo zero. Ciò di cui hai assolutamente bisogno (oltre a tutta la documentazione e procedura che ti ho spiegato fino ad ora), è di trovare un buon avvocato che sia esperto in diritto sanitario.
Magari rivolgendoti gratuitamente a RimborsoSicuro

Valuta inoltre se sia davvero opportuno avviare questa causa, ovvero se si tratta di un caso con particolare rilievo o gravità. Eviterai così di perdere tempo e soldi qualora ritieni che non ne valga davvero la pena.

Ti consiglio di scendere a compromessi con la controparte e pattuire quindi in sede civile la cifra per il risarcimento dei danni subiti (è la soluzione più semplice, economica e veloce per tutti), piuttosto che presentare denuncia e perseguire la strada civile in sede penale (molto più difficile e con tempi di attesa molto più lunghi).

Preparati per l’udienza: fai delle ricerche sull’ambiente sanitario, concentrati sulla strategia di difesa dell’ente in questione. Ricordati di fare delle copie dei documenti che hai scelto di presentare come prove, in modo da fornirne una al giudice, una per ciascuna delle parti chiamati in causa e che ne rimanga una anche per te.

Trovati dei testimoni (ove questo sia possibile) e preparali per l’udienza, facendoti una lista delle domande da porre a loro e facendoli rispondere.

Malasanità, un fenomeno in crescita

Come già anticipato in precedenza, nonostante il sistema sanitario italiano (istituito nel 1978 per fornire una copertura sanitaria completa e standard a tutti i cittadini e residenti legalmente in Italia) sia da sempre considerato uno dei migliori al mondo, è purtroppo in continua crescita il fenomeno della malasanità.

Alcuni errori possono costare molto caro, soprattutto se sono commessi sulla nostra stessa pelle. Sul web si possono facilmente trovare testimonianze di persone che hanno vissuto questa brutta esperienza; casi talvolta talmente strazianti da non voler augurare mai a nessuno, nemmeno al proprio peggior nemico.

Ecco perché ritengo sia molto fondamentale essere informati su come fare valere i propri diritti, difendersi in caso di malasanità e sapere che, ove questa sia presente, va perseguita per legge ed il relativo danno da essa scaturito va risarcito.

A tal proposito, a tutti coloro che si trovano nelle circostanze qui menzionate, consiglio vivamente di affidarsi ad un buon studio legale, piuttosto che far lavorare la propria pratica da qualcuno alle “prime armi”.

RimborsoSicuro fa proprio al caso tuo: potrai, grazie al suo supporto gratuito, verificare se hai diritto di chiedere il risarcimento dei danni alla struttura sanitaria, avvalendoti di un network di professionisti specializzati in materia di malasanità e con sedi in tutte le maggiori città d’Italia.

Puoi verificare se hai diritto al risarcimento contattando RimborsoSicuro tramite il bottone che trovi qui sotto.

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La diagnosi è pronta! L’impianto dentale è stato installato, le protesi inserite ed il ponte collegato. Ma, ahimè, qualcosa è andato storto.

Un dentista ha commesso un errore di trattamento con te o con uno dei membri della tua famiglia (trattamento sbagliato, definito anche negligenza), come per esempio una diagnosi ortodontica errata, un trattamento errato del canale radicolare (meglio conosciuto come devitalizzazione del dente), un dente non necessario, un posizionamento errato di una siringa o simili errori dentali?

Se ritieni di aver subìto un danno causato da una prestazione odontoiatrica sbagliata, molto probabilmente avrai anche diritto a ricevere un adeguato risarcimento.

denuncia dentista per lavoro fatto male
denuncia dentista per lavoro fatto male

I dentisti (di solito) svolgono la propria attività in maniera del tutto impeccabile. Ciò nonostante, il trattamento dal dentista non sempre funziona in modo del tutto regolare e soddisfacente per il paziente. In Italia si stima che circa il 12% delle richieste di risarcimento dovuti ad un errore medico, riguarda appunto errori compiuti in materia odontoiatrica.

La responsabilità medica del dentista assume un ruolo molto importante al fine di arrivare ad una soluzione risarcitoria.

Se sei stato vittima di un errore commesso in campo odontoiatrico, questo articolo fa sicuramente al caso tuo. Di seguito infatti andrò a spiegarti bene cosa fare se il dentista sbaglia, provocando così un deludente (o a volte del tutto mancato) ottenimento del risultato che hai richiesto.

Ad ogni modo, sappi sin da ora che puoi rivolgerti a RimborsoSicuro per ottenere consulenza ed assistenza specializzate nel campo della tutela dei diritti del paziente, in modo del tutto gratuito. Ti basterà cliccare il bottone qui sotto per metterti in contatto con un consulente esperto di diritto sanitario.

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Oltre a ciò, ti farò chiarezza anche su come denunciare e fare causa al dentista, quali danni nello specifico si possono chiedere al dentista in merito alla sua responsabilità professionale, con lo scopo di ottenere un proficuo risarcimento per il danno che hai subìto.

Dunque (giusto per rimanere in tema), “stringi i denti” e prosegui fino in fondo la lettura di questo semplice ed utile articolo, creato apposta per porre un rimedio definitivo alla brutta esperienza che hai vissuto.

Cosa fare se il dentista sbaglia

La via verso il dentista non è da considerarsi (già a priori) una cosa proprio piacevole per la maggior parte delle persone e, ancora peggio, se il dentista sbaglia.

cosa fare se il dentista sbaglia
cosa fare se il dentista sbaglia

Anche al miglior odontoiatra infatti potrebbe capitare di commettere un errore di trattamento dentale, e a pagarne le conseguenze sarà in ogni caso il paziente che, in men che non si dica, potrebbe ritrovarsi non solo a non aver riportato alcun beneficio, ma addirittura a subire un peggioramento dei sintomi o  ad esser vittima di un danno estetico.

Ma quando entra esattamente in gioco la responsabilità odontoiatra? Come agire correttamente se il dentista sbaglia al fine di ottenere un risarcimento per danni odontoiatrici? A breve ti riassumerò tutti i passaggi da seguire in modo tale da poter prendere facilmente in mano la situazione e saperla gestire nel migliore dei modi.

Un errore di trattamento odontoiatrico è inteso generalmente quando il dentista non esegue il trattamento secondo le regole stabilite per la cura medica in questione. In altri termini, possiamo ritenerci certamente vittime di un errore odontoiatrico se abbiamo la conferma di aver ricevuto un danno anziché un miglioramento. Ciò riguarda non solo l’errore del trattamento in se, ma anche la spiegazione, la diagnosi e il post terapia.

Un’altro aspetto molto interessante è che la responsabilità odontoiatra può insorgere sia attraverso l’azione attiva che attraverso l’omissione.

I più frequenti errori di trattamento nel campo dentale sono:

  • trattamento non necessario di denti sani
  • riempimenti troppo piccoli o troppo grandi
  • errore durante la devitalizzazione del dente
  • corone non corrispondenti
  • estrazione non necessaria di denti conservabili.

Se hai sofferto per un lungo periodo di dolore dopo il trattamento odontoiatrico, o non riesci a masticare correttamente con i tuoi nuovi impianti dentali, non dovresti rivolgerti immediatamente ad un avvocato. Il primo passo infatti è quello di recarsi nuovamente dal dentista ed esporgli il problema, in quanto avente diritto ad una rilavorazione o ad una prestazione supplementare.

Qualora questo tentativo non dovesse andare a buon fine, dovrai rivolgerti ad un buon avvocato esperto in materia, che incaricherà un medico legale, il quale stilerà una relazione al fine di determinare obiettivamente se è presente un errore di trattamento odontoiatrico dannoso per la tua salute e ne stabilirà il relativo risarcimento.

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Come denunciare un dentista

Come avrai sicuramente già appreso dal punto precedente, se il dentista commette un errore del trattamento odontoiatrico, puoi denunciare il dentista per negligenza con lo scopo di percepire un adeguato ristoro patrimoniale.

come denunciare un dentista
come denunciare un dentista

Affrontare una negligenza odontoiatrica sicuramente non è una cosa facile, ma tali errori non devono essere in alcun modo tollerati da nessuno! A breve ti guiderò dunque su come inoltrare una denuncia al dentista per un lavoro fatto male.

Il primo step fondamentale da eseguire prima di avviarti ad affrontare una denuncia al dentista, è sicuramente quello di confermare che sei stato vittima di un danno da negligenza odontoiatrica.

Per fare ciò dovrai dunque rivolgerti ad un buon medico legale, che andrà quindi a svolgere un’accurata perizia al fine confermare tale danno, ed allo stesso tempo di determinare il congruo risarcimento che ti spetta.

Successivamente dovrai reperire un bravo avvocato specializzato in ambito medico, che si andrà ad occupare della parte giudiziaria con l’obiettivo appunto di sporgere denuncia al dentista.

Credo sia doveroso comunicarti che, ovviamente, tutto ciò comporta un sostenimento di costi non proprio contenuti; ma non preoccuparti, non sei da solo! Proprio a tal proposito infatti, voglio informarti della possibilità che hai di ricevere un supporto relativo a tali spese, come ad esempio una prima valutazione del tutto gratuita da parte di avvocati specialisti in materia sanitaria (questo si che è già un sollievo, vero?).

Come fare? Questo punto andrò a spiegartelo meglio più avanti. In alternativa, clicca il bottone che trovi qui sotto per chiedere Assistenza Gratuita.

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Risarcimento danni dentista

Un sorriso rovinato può essere pagato a caro prezzo.

Ma esistono diversi tipi di danni in cui possiamo incombere e che ci consentono di inoltrare una richiesta di risarcimento danni al dentista.

Andiamo dunque a fare chiarezza sulla distinzione dei vari danni in ambito medico giuridico.

  • Danno biologico: si definisce tale quel danno alla salute ed all’integrità fisica e psichica riportato da una persona, e si ripercuote in maniera negativa alla qualità della vita del soggetto che ne subisce.
  • Danno morale: è quel dolore psicologico che lo sfortunato soggetto si ritrova a patire a seguito del danno che ha ricevuto.
  • Danno esistenziale: è un turbamento nella vita giornaliera causato dal danno subìto, e che va a comprometterne inevitabilmente l’aspetto fisico della persona.

Potrebbe spesso capitare che un danno per negligenza odontoiatrica vada a ricoprire tutti e tre i tipi di danni appena citati.

risarcimento danni odontoiatrici
risarcimento danni odontoiatrici

Prendiamo come dimostrazione una richiesta di risarcimento danni per un dente rotto; non solo questo andrà a ripercuotersi negativamente sulla salute ed integrità fisica del paziente, come ad esempio una non corretta masticazione (danno biologico), ma verrà anche considerato come una sofferenza psicologica ed uno sconvolgimento della vita quotidiana (dunque anche danno morale ed esistenziale).

Se sei arrivato fino a questo punto della lettura, puoi certamente ritenerti (quasi) pronto per avviare e procedere ad una causa odontoiatrica, con l’obiettivo finale di ottenere una restituzione del compenso dal dentista.

L’ultima cosa (ma non per questo la meno importante) che devi sapere, è quali sono gli obblighi del dentista, quando questi entrano esattamente in gioco e soprattutto sapere a chi rivolgerti se intendi fare una causa al dentista, in maniera tale da incrementare quelle che sono le tue chance di vittoria ed ottenere così un opportuno risarcimento per danni odontoiatrici.

Fare causa al dentista

Esiste una carta (facilmente reperibile sul web), denominata carta dei diritti e dei doveri dei dentisti e dei pazienti, dove puoi comodamente andare a scovare quelli che sono gli obblighi del dentista.

fare causa al dentista
fare causa al dentista

Generalmente, stando di fatto che è il paziente a pagare il medico e non viceversa, potrebbe esser dato per scontato che tutti i diritti stiano da una parte e tutti i doveri dall’altra. In verità le cose non stanno esattamente in questo modo.

Per riassumere brevemente tale carta, possiamo dire che gli obblighi del dentista sono quelli di garantire la legittimità del proprio comportamento, facendo fede alla responsabilità medica professionale che ne deriva.

Ricordi quando (pochi minuti fa), sono riuscito a farti tirare un breve sospiro di sollievo per quanto riguarda il sostenimento delle spese in merito a questa brutta esperienza odontoiatrica che hai vissuto?

Ebbene, se hai bisogno di una consulenza (ovviamente in maniera del tutto gratuita), e vuoi affidarti ad uno staff qualificato, con lo scopo di incrementare le tue possibilità di vincita ed ottenere così un adeguato indennizzo economico e la restituzione del compenso dal dentista, ti consiglio vivamente di affidare il tuo caso ai ragazzi di Rimborso Sicuro.

Puoi rivolgerti a RimborsoSicuro, gratuitamente, cliccando il bottone qui sotto.

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Un’equipe di esperti sarà sin da subito pronta ad affiancarti, affinché tu ottenga il risarcimento desiderato in caso di danno dentale.

Puoi richiedere on line una consulenza del tuo caso (che verrà svolta in maniera diligente), compilando i relativi moduli attraverso uno schema del tutto semplice ed intuitivo.

Una volta esaminato accuratamente il tuo caso (senza nessun costo), il team di Rimborso Sicuro procederà a svolgere un ottimo lavoro al fine di farti ottenere (finalmente) ciò che ti spetta ed in particolare il risarcimento danni da malasanità.

Soddisfatti o rimborsati? No, molto meglio! Infatti, oltre a non dover sborsare anticipatamente un solo centesimo, pagherai soltanto ad esito raggiunto ed in caso di vittoria.

Ad ogni modo, prima di proseguire nella lettura, sappi che se hai bisogno puoi contare sul Supporto Gratuito di RimborsoSicuro.

Puoi contattarci immediatamente mediante il FORM DEDICATO oppure chiamando il Numero Verde 800.177.569

Le cadute in ospedale solo talvolta sono una conseguenza della disattenzione del paziente o comunque di chi deambula nella struttura e che possono determinare l’obbligo di risarcire il danno nei confronti del malcapitato.

In alcuni casi, però, cadere in ospedale può esser conseguenza della mancata vigilanza sul paziente o comunque di una negligenza della struttura ospedaliera, che omette di prendere alcuni piccoli accorgimenti che permetterebbero di evitare qualsiasi infortunio: circostanza, questa, molto preoccupante, specie in condiserazione del fatto che queste situazioni sarebbero, come dimostrato da alcune ricerche, nell’oltre 90% dei casi tranquillamente evitabili.

Verichiamo quali sono i diritti del paziente in questi casi, con particolare attenzione alla purtroppo frequente casistica delle cadute accidentali in ospedale.

In ogni caso, voglio informarti sin da ora che se hai bisogno di supporto gratuito, in qualità di vittima di malasanità potrai ricevere l’assistenza gratuito del team di professionisti di RimborsoSicuro semplicemente cliccando sul bottone qui sotto e chiedendo di esser ricontattato da un consulente. In breve tempo, ed in maniera del tutto gratuita, ricevereai una prima e preliminare consulenza gratuita per verificare se hai diritto di ottenere il tuo risarcimento da caduta in ospedale.

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Cadute accidentali in ospedale

Ma procediamo con ordine ed analizziamo il caso in cui sia il paziente di un ospedale a cadere accidentalmente.

cadute accidentali ospedale
cadute accidentali ospedale

Le cadute in ospedale rientrano tra i cosiddetti eventi avversi, ovvero eventi imprevisti e importanti che causano un danno indesiderabile e non atteso e che possono determinare conseguenza immediate o tardive più o meno gravi, fino addirittura alla morte stessa del paziente.

Eppure, nonostante le talvolta disastrose conseguenze che ne possono derivare, il trend non è affatto positivo, anzi si evidenziano situazioni preoccupanti: dati statistici internazionali evidenziano come questo tipo di caduta determini dal 5 al 9% di aumento del tempo di ospedalizzazione del paziente.

Ciò, in soldoni, vuol dire che in moltissime situazioni cadere in ospedale prolunga il periodo di degenza nella struttura ospedaliera, con ovvie conseguenze non solo per il paziente stesso, ma anche per i costi da sostenere per il ricovero, oltre al disservizio indiretto che si causa agli altri potenziali utenti (del resto, la mancanza di letti può esser molte volte un disservizio molto grave).

Una raccomandazione ministeriale del 2011 stima che il 78% delle cadute in ospedale risulti in effetti prevedibili e da cause identificabili, la restante parte si suddivide in cadute accidentali e imprevedibili. In altri termini, secondo questo atto del Ministro della Salute, nella tragrande maggioranza dei casi la caduta in ospedale dipende da una disattenzione o da una negligenza della struttura ospedaliera: ne deriva che nella maggior parte dei casi è possibile chiedere il risarcimento dei danni da caduta in ospedale (ottenendolo, evidentemente).

Risarcimento danni per cadute in ospedale

La disciplina della responsabilità della struttura ospedaliera è contenuta nell’art. 2051 del codice civile. In sintesi, la responsabilità per il caso di cadute in ospedale è prevista nel caso in cui essa sia dovuta ad inadeguata manutenzione dell’area della struttura sanitaria: si pensi, ad esempio, alla presenza di pavimenti scivolosi, buche, insidie, e così via).

Stiamo parlando, quindi, in termini più generici di un caso di responsabilità medica.

caduta in ospedale risarcimento danni
caduta in ospedale risarcimento danni

In questi casi viene la colpa è addebitata a titolo di responsabilità oggettiva del proprietario della struttura e su quest’ultimo cade l’onere di dimostrare di aver fatto tutto quanto in suo potere per evitare che si verificasse l’accaduto, evidenziando ad esempio di aver adottato tutte le cautele del caso, oppure che la colpa è di altri o che comunque si era in presenza di un caso fortuito, per liberarsi dalle responsabilità dell’accaduto.

Dunque la responsabilità del custode della struttura resta esclusa dalla sola prova che il danno sia stato determinato da cause estrinseche ed estemporanee create da terzi.

Alle aziende ospedaliere in particolare è richiesta un’adeguata attività di controllo più accurata rispetto ad altri settori, anche a causa delle caratteristiche dell’utenza, che spesso non è nelle condizioni di avere lo stesso grado di attenzione e diligenza di una persona in piena salute.

Ne consegue che chi cade in ospedale ha diritto di richiedere il risarcimento dei danni subìti alla struttura presso la quale è avvenuto il sinistro (sempre che ovviamente sia configurabile una responsabilità in capo a quest’ultima, come appena evidenziato).

Pertanto, in funzione del fatto che all’interno della struttura stessa sono ricoverati malati che possono avere particolari difficoltà di deambulazione, nell’adempiere alle attività di manutenzione necessaria della struttura sanitaria bisogna provvedere a tenere sotto controllo con particolare attenzione il terreno calpestabile, con una cura anche superiore alla norma.

Ma vi è di più: chi è caduto in ospedale potrà rivalersi per il risarcimento danni nei confronti della sola struttura, senza dover necessariamente coinvolgere chi materialmente si occupava della manutenzione del terreno calpestabile.

Facciamo un esempio pratico: se il pavimento di un ospedale resta viscido a causa della caduta a terra di una sostanza oleosa, la responsabilità della ditta pulitrice che ha vinto l’appalto è esclusa dal momento in cui la responsabilità di vigilanza e custodia resta in capo a chi gestisce la struttura stessa e non a chi ha l’obbligo di fare le pulizie. Fermo restando, ovviamente, che nei limiti di legge l’ospedale potrà a sua volta rivalersi nei confronti del reale responsabile della mancata manutenzione, ove esistente.

La responsabilità della struttura sanitaria per le cadute in ospedale

Quando una persona si ricovera in ospedale diventando paziente nasce una sorta di contratto di natura atipica di “assistenza sanitaria”. Da questo ne consegue che la responsabilità della struttura nei confronti del paziente è di natura contrattuale ed esiste a prescindere dal poter accertare l’esistenza di una condotta colposa di un singolo soggetto operante nella struttura.

cadute in ospedale
cadute in ospedale

Infatti la giurisprudenza ritiene che in caso di lesioni da caduta in un ospedale il paziente può seguire la via della responsabilità extracontrattuale e ottenere il risarcimento dei danni.

Ad esempio una delimitazione a quanto esposto si ha quando vi è la caduta da barella con conseguente morte di un paziente che giunge nel pronto soccorso in stato di ebrezza o di agitazione: in questo caso la responsabilità ricade sul responsabile della sicurezza della struttura che non ha dotato le barelle di sbarre anti-caduta, anziché sul personale medico-sanitario che trasporta i malati.

La riduzione di rischio della caduta del paziente è un indicatore della qualità dell’assistenza sanitaria e deve essere perseguita anche con la formazione del personale sanitario al fine di migliorarne le competenze e diminuire il numero di cadute.

La struttura e gli operatori quindi dovrebbero adottare misure di valutazione degli ambienti e predisporre interventi di messa in sicurezza delle aree ad alto rischio di caduta onde evitare situazioni di questo tipo che sono spiacevoli sia per i pazienti che per le strutture sanitarie.

In conclusione, voglio ricordarti che in caso di necessità puoi rivolgerti gratuitamente a RimborsoGratuito per ottenere consulenza gratuita e verificare il tuo diritto al risarcimento danni da infortunio in ospedale.

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Se sei rimasto vittima di malasanità, o conosci una persona cara che lo è stato, sicuramente una delle prime domande che ti sei posto è stata: e ora, cosa faccio? Ti sei messo quindi subito alla ricerca di un avvocato esperto in malasanità, interrogando il tuo fidato motore di ricerca,

Insomma, come devi comportarti nel caso in cui sei incappato in un caso di malasanità, direttamento o anche solo indirettamente? A chi devi rivolgerti per tutelare legittimamente i tuoi diritti da vittima di errore medico?

In altri termini, come difendersi in caso di danni da errore medico?

avvocato malasanità
avvocato malasanità

Ebbene, come già immaginerai, in questi casi occorre intraprendere azioni legali per tutelare i propri diritti e vedersi riconosciuto e risarcito il danno subito.
L’avvocato è il soggetto più appropriato al quale rivolgersi nel caso in cui si sia rimasti vittima di malasanità. Infatti è l’unica figura deputata istituzionalmente alla difesa dei diritti e degli interessi dei cittadini. Più in particolare, per quel che riguarda questo contenuto, stiamo parlando di quelli che tradizionalmene vengono definiti diritti del malato.

Avvocati cause sanitarie

Senz’altro non è facile gestire un caso di malasanità, ambito che presenta caratteristiche decisamente specifiche che la rendono una materia molto diversa da altre in fatto di tutela legale. Ed allora come scegliere un avvocato che sia esperto in una materia tanto delicata quale la malasanità?

Ad oggi sicuramente l’offerta non manca, Internet brulica di professionisti pronti ad assisterti: avrai sicuramente la possibilità di contattare chiunque, anche magari spulciando nelle pagine dell’albo degli avvocati nazionale (cosa che comunque ti sconsiglio di fare, trattandosi di un lavoraccio immane e forse inutile). Ma questa opportunità di tutela è, difatti, un bene o un male?

Sicuramente è una grande opportunità. Tuttavia, se pure è vero che attraverso la rete è possibile mettersi in contatto con un professionista esperto in materia di malasanità, è anche vero che ciò può anche essere un grande rischio qualora attraverso le moderne tecnoligie si incontrino “professionisti” che promettono il massimo realizzando poi il minimo sindacabile.

Nel grande marasma di offerte di assistenza professionale e legale da errore medico, inoltre, potresti incappare anche in di pubblicità online delle società d’infortunistica, disciplinate da regole molto diverse di quelle dei professionisti e che quindi lavorano anche in modo diverso. Interfacciarti con queste realtà in qualche caso potrebbe essere proficuo; ma, nella maggior parte dei casi, queste società di assistenza non garantiscono la medesima affidabilità e professionalità che solo un avvocato esperto di responsabilità medica può garantirti.

Attenzione dunque a false promesse di servizi gratuiti o accattivanti formule di marketing, evita chi ti offre la sua assistenza ti tratti come se ti stesse vendendo un abbonamento telefonico. Qui sono in gioco interessi molto più delicati e rilevanti. E soprattutto sono in gioco i tuoi soldi.

Sì, perché scegliere un avvocato che ti assista in caso di errori medici significa affidargli anche la cura dei tuoi interessi economici: l’ammontare del risarcimento danno da errore sanitario dipende da quanto sarai in grado di riuscire a provare il reale danno che hai subito; ed è quindi ovvio che solo un legale davvero in gamba sarà in grado di porre in essere una corretta strategia processuale, volta all’ottenimento del maggior risarcimento possibile.

Avvocato esperto di malasanità, come sceglierlo

La scelta del tuo legale di fiducia esperto in errori medici deve partire sicuramente dalla persona. Ricorda anzitutto che dietro ogni professionista c’è una persona diversa, una storia diversa e probabilmente può essere interessante conoscerla per sapere se chi abbiamo davanti è il soggetto giusto per tutelare il nostro diritto alla salute.

avvocato esperto errori medici
avvocato esperto errori medici

Ricorda: il tuo avvocato deve essere una persona di tua fiducia, non puoi affidarti ad un professionista con il quale tu non riesca ad instaurare un minimo rapporto di stima o con la quale tu non riesca a dialogare.

Chi ti difende in giudizio per ottenere per tuo conto un risarcimento danni da malasanità deve essere in primo luogo un tuo confidente, quasi un amico: devi poterti relazionare con lui in maniera sincera, schietta e serena, perché solo in questo modo sarà in grado di tutelare al meglio i tuoi interessi da assistito.

La specializzazione di un avvocato per danni da errori medici

Altra caratteristica molto importante è la specializzazione.

La domanda che devi porti è molto semplice: quest’avvocato sa davvero il fatto suo in materia di danni errori medici? Chiedigli allora di illustrarti le ragioni per cui dovresti affidargli il suo caso. In parole povere, dovrai capire se chi si propone di assisterti ha davvero esperienza in materia di danni medici, ha già affrontato casistiche simile alla tua con successo, perché “a parole” ci sono molti professionisti specializzati, ma nel concreto non è così.

La competenza è senz’altro una caratteristica imprescindibile di un buon avvocato esperto di errori sanitari. Non farti abbindolare, e soprattutto non credere alle favole.

miglior avvocato malasanità
miglior avvocato malasanità

Attenzione anche ai “raccoglitori di professionisti”, ovvero a chi ti promette che troverà il miglior avvocato del mercato al miglior prezzo per curare la tua vertenza. A parte il fatto che esistono regole molto rigide che vietano queste tipologie di intermediazione, ma dovresti diffidare da questa tipologia di servizi perché “il miglior avvocato del mercato” non si presta a questi tristi giochetti, e soprattutto non lo fa a prezzi stracciati.

Ma, come ti anticipatavo, è importante che tu valuti la professionalità di un avvocato anche sulla base dei risultati che ha ottenuto nei pregressi casi di responsabilità medica che ha affrontato, quindi un avvocato realmente esperto in responsabilità medica. Un professionista esperto avrà acquisito una serie di cognizioni e capacità pratiche non conosciute da un avvocato neofita in quel settore, anche se preparato sotto il profilo teorico.

Insomma, segui razionalmente la valutazione del professionista in base al suo curriculum, alle sue specializzazioni e al suo pregresso successo in casistiche analoghe.

Da ultimo, come già ti ho brevemente anticipato, dai anche importanza al tuo “sesto senso”.

Il rapporto tra avvocato e cliente deve fondarsi su un’estrema e reciproca fiducia, infatti se il cliente non ha fiducia nell’avvocato non sarà disposto a trasmettere a quest’ultimo le informazioni necessarie per la sua causa. Scegli quindi anche in base all’empatia che ti ispira, visto che dovrà trattare una materia così delicata e che ti ha colpito così da vicino.

 Per approfondimenti: il Tribunale del Malato

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Colpa medica: come definirla?

Il Codice penale non definisce la colpa medica. La responsabilità del medico nel caso in cui abbia provocato una lesione personale ovvero la morte della persona assistita, rientra nel concetto più generale di colpa definito dall’articolo 43 del Codice Penale.  I casi di delitto colposo (o contro l’intenzione) riguardano quegli eventi che, pur se previsti, non sono voluti dall’agente ma si verificano a causa di negligenza, o imprudenza, o imperizia ovvero per inosservanza di leggi, regola­menti, ordini o discipline. Nella colpa, quindi, manca la volontà di commettere il reato.

Colpa generica e colpa specifica

Prima di tutto, però, dobbiamo distinguere la colpa generica dalla colpa specifica:

  • La colpa generica si ha quando il soggetto agentenon osserva regole di condotta sociale che trovano la loro fonte nell’esperienza sociale. Negligenza, imprudenza e imperizia danno luogo a tale forma di colpa.
  • La colpa specifica si ha quando la regola di condotta inosservata sia scritta ovvero presenti una fonte giuridica o d’altra natura.

In tale quadro si inserisce la colpa medica. che, recentissimamente, ha visto più volte modificata la disciplina normativa sino ad arrivare alla c.d. Legge Gelli-Bianco; legge, a sua volta, oggetto di interpretazione da parte delle Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione, in data 21 dicembre 2017, che ne hanno definito e circoscritto i confini.

colpa medica
colpa medica

Colpa generica: negligenza, imprudenza, imperizia

Gli elementi costituitivi della colpa generica sono tre:

  • Negligenza, sta ad indicare una condotta caratterizza­ta da trascuratezza ovvero superficialità o disattenzione e distrazione.
    Superficiale si rivelerà quel medico che incorrerà in errore per non aver approfondito un dato anamnestico; distratto sarà il medico che riporta in ricetta il nome di un farmaco al posto di un altro; trascurato e disattento il chirurgo che abbandonerà corpi estranei all’interno di un campo operatorio, e così via.
  • Imprudenza, si riferisce ad una condotta improntata ad avventatezza e si concretizza, in particolare, quando pur conoscendo i rischi che si corrono si decide comunque di procedere oltre i limiti del lecito. Riguarda, per lo più, comportamenti precipitosi e talora temerari, scarsamente rispettosi dell’interesse del paziente.
  • Imperizia, consiste nella scarsa preparazione professio­nale quale deriva da insufficienti conoscenze tecniche ovvero da un inadeguato baga­glio di esperienza specifica oppure da un difetto di capacità.
    Imperito sarà quel medico che non sappia ovvero non sappia fare, mentre esso apparirà imprudente quando non saprà valutare ex ante le conseguenze delle proprie azioni, negligente in­fine quando farà o non farà senza l’attenzione e l’impegno che il caso richiede.

È da sottolineare come spesso in un comportamento tenuto dal medico potranno ravvisar­si più di uno di questi tre elementi.

Errore medico e colpa specifica

Secondo la recente giurisprudenza, anche alla luce della riforma introdotta dalla legge Gelli, la colpa medica si inserisce nel quadro della colpa specifica. Si tratta di violazione ovvero non applicazione di norme che il medico era tenuto a conoscere e ad osservare e che possono essere rappresentate da vere e proprie norme di legge ovvero da norme predisposte da un’autorità pubblica od anche gerarchica finalizza­te a regolamentare e disciplinare l’esplicazione di talune attività ovvero il buon an­damento del lavoro (regolamenti, ordini o discipline).

L’errore commesso dal medico può riguardare:

  • Errore nell’individuazione della diagnosi quando il medico non riesce a diagnosticare la patologia perché non da rilievo ad un sintomo oppure sbaglia un’esame strumentale o di laboratorio. Rientra tra questi casi anche un ritardo diagnosticoche finisca per comportare un connesso ritardo nell’esecuzione delle indispensabili terapie.
  • Errore prognostico quando il medico formula un giudizio di previsione che si rivela infondato e che condiziona gli orientamenti tera­peutici e che comporta un danno ingiusto. Esso è di solito as­sociato ad un errore diagnostico, ma può ovviamente sussistere indipendentemente da questo.
  • Errore terapeutico L’errore in questa fase può riguardare sia il momento della fase terapeutica sia il momento della scelta della terapia che quello della esecuzione della terapia.

Chiaramente questo errore può essere una conseguenza dell’errore diagnostico ma potrà anche accadere che l’errore si concretizzi, pur in presenza di una patologia correttamente diagnosticata e di un percorso terapeutico congruamente definito, in un’erronea esecuzione ad esempio di interventi chirurgici, dovuta a scarsa abilità tecnica quando non addirittura a distrazione e disattenzione.

L’unica strada adottata da RIMBORSOSICURO.IT per ottenere il risarcimento è agire giudizialmente. Per essere più vicini al malato abbiamo istituito il numero verde gratuito 800.177.569 per ottenere una consulenza da un team di avvocati specializzati in materia di malasanità. Se sarà necessario affrontare un giudizio, il cittadino potrà sottoscrivere un contratto direttamente con RIMBORSOSICURO.

Tale contratto prevede il pagamento solo con un corrispettivo del 20% del risarcimento eventualmente ottenuto. Il cittadino non dovrà corrispondere nulla nel caso in cui il giudizio abbia un esito negativo. Se anche tu sei stato vittima di un caso di malasanità puoi chiamare il nostro numero verde per chiedere gratuitamente una consulenza.

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I casi di malasanità sono molto frequenti in Italia, più di quanto dovrebbe essere lecito anche solo pensare. L’errore medico non è una circostanza che si verifica una tantum, ma specie negli ultimi tempi è diventata una possibilità non solo plausibile ma anche possibile; una variabile da tenere in conto quando si richiede una prestazione medica.

I danni causati dalla negligenza medica possono avere tante sfaccettature e rivelarsi più o meno gravi, per questo è fondamentale conoscere le procedure, i diritti, le persone a cui rivolgersi quando si subisce un danno a causa di un errore medico. Per imparare a difendersi.

malasanità risarcimento
malasanità risarcimento

In ogni caso, prima di proseguire vogliamo ricordarti che il team di Rimborsosicuro.it è al tuo fianco per darti tutto l’aiuto di cui hai bisogno. Continua a leggere per conoscere le cose più importanti in materia di malasanità e relativa richiesta di risarcimento danni. Per qualsiasi informazione aggiuntiva, per richieste o analisi di un caso specifico, non esitare a contattarci al utilizzando il bottone qui sotto.

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Responsabilità medica e difesa del malato

La responsabilità del medico si manifesta tutte le volte in cui viene “delusa” la prestazione professionale richiesta, con conseguenze più o meno gravi a seconda della reversibilità ricadenti sul malato che si è affidato alle cure del professionista.

Subire un danno a causa di un errore medico, che sia un danno permanente o un danno temporaneo, è cosa grave che richiede come minimo un risarcimento in denaro per quanto accaduto.

risarcimento danni per negligenza medica
risarcimento danni per negligenza medica

Il risarcimento danni per negligenza medica, in talune circostanze, è davvero il minimo che si debba pretendere. Ciò sicuramente non implicherà il ristoro dei reali danni, specie emotivi, che sono stati causati al paziente, ci mancherebbe: esistono danni emotivi o psicologici che non potranno mai esser riparati del tutto. Si pensi ad un danno estetico: mai e poi mai, in caso di una negligenza medica che abbia determinato danni irreversibili al proprio aspetto esteriore, si potrà pensare di riparare al dolore emotivo causato. Al massimo, il risarcimento economico potrà consolare la vittima di malasanità, mai ripristinare la situazione. Ma tant’è.

Sono tanti i tipi di danno imputabili ad errore medico per cui viene richiesto un risarcimento:

  • l’ errore di diagnosi
  • l’errore terapeutico
  • l’erogazione di cure non richieste o non necessarie e comunque svantaggiose
  • l’omissione nella erogazione di cure
  • la gestione superficiale di strutture sanitarie che non garantiscono un pronto intervento, né la corretta diagnosi.

In difesa del malato nel 2018 è stata approvata la legge 24/2017, anche conosciuta come Legge Gelli.

Tale legge distingue e regolarizza la responsabilità professionale medica, imputabile al medico professionista, e le responsabilità infermieristica, imputabile alla struttura sanitaria cui il malato si è affidato.

Tale distinzione vuole essere un punto d’arrivo al fine di rendere più chiara la responsabilità civile e penale dell’errore medico e per poter di conseguenza erogare il giusto risarcimento in tempi minori.

La responsabilità penale del medico si stabilisce mediante criteri valutativi molto precisi che tengono conto della buona pratica professionale e delle linee guida erogate all’interno della struttura sanitaria. Quest’ultimo punto in particolare è decisivo per stabilire il grado di colpa del medico e il tipo di responsabilità professionale medica e poter stabilire il giusto risarcimento danni.

Malasanità: a chi rivolgersi per il risarcimento?

Il team di avvocati di Rimborsosicuro.it, esperti in materia di malasanità ed errore medico te lo potranno dire con certezza: il “doppio binario” di responsabilità sanitaria stabilito con la Legge Gelli-Bianco prende in considerazione due diverse modalità d’azione, necessarie per poter stabilire l’entità della colpa professionale e poter quindi stabilire l’ammontare del risarcimento danni per negligenza medica.

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Per ottenere il risarcimento, l’errore medico va denunciato alla struttura ospedaliera o alla sua assicurazione.

  1. Devi rivolgerti alla struttura sanitaria per ottenere il risarcimento (sia pubblica, sia privata), se il medico a cui ti sei affidato ha usato la struttura sanitaria “in prestito”, prestando servizio in una struttura magari sprovvista di determinati strumenti, piuttosto che di un adeguato personale.
    In questo caso si parla di “Responsabilità Contrattuale” (ex art. 1218 cod. civ.) che è a carico delle strutture sanitarie. tuttavia è doveroso sottolineare che il medico non è esente dalla colpa, ma risponderà per colpa grave solo sul suo operato.
    Pertanto, in tali situazioni,
    per ottenere il risarcimento, devi  rivolgerti all’assicurazione della struttura sanitaria (che le strutture sanitarie devono eseguire obbligatoriamente), tenendo comunque presente che esiste un fondo di garanzia cui fare riferimento in tutte le situazioni in cui si rende evidente una “Responsabilità Contrattuale”.
  2. Devi rivolgerti al medico per ottenere il risarcimento quando invece la responsabilità ricade totalmente su una sua negligenza.
    E’ il caso, ad esempio: in cui si sia verificato e stabilito un errore tecnico in conseguenza ad un intervento chirurgico che ha provocato danni permanenti al paziente; o ancora se l’errore di diagnosi ha portato danni al malato o un aggravamento (reversibile o irreversibile) della malattia: o ancora, se il medico non ha rispettato le linee guida e le buone pratiche stabilite dalla struttura sanitaria ospitante.
    In questo caso si parla di “Responsabilità Extracontrattuale” (ex art. 2043 cod. civ.).
malasanità a chi rivolgersi
malasanità a chi rivolgersi

Per avere maggiore contezza della situazione, per dubbi o chiarimenti, contatta Rimborsosicuro.it: un team di avvocati specializzati nel settore della malasanità provvederà a fornirti in maniera totalmente gratuita, tutte le informazioni di cui hai bisogno.

I tempi di risarcimento nei casi di malasanità

Per richiedere il risarcimento per malasanità, per prima cosa devi richiedere la cartella clinica o una sua copia, rivolgendoti al CUP o all’Ufficio Cartelle Cliniche della struttura ospedaliera. Il tempo di attesa per la consegna è di circa un mese.

Devi inoltre richiedere la consulenza di un medico legale, incaricato di visionare cartelle e documenti e fornire la perizia medico-legale. In questo caso i tempi variano a seconda della situazione.

Rimborsosicuro.it affida al medico legale di competenza anche il compito di effettuare la perizia, mentre il team di avvocati si occuperà di vagliare tutti gli aspetti del caso in tempi brevi, portando avanti un accurato studio giuridico e medico-legale, prendendo nota dei dettagli, delle circostanze e dei cavilli del caso.

Rimborsosicuro.it effettua gratuitamente la pre-analisi del caso. Solo dopo aver vagliato nel dettaglio la situazione, sarà in grado di dirti onestamente le tempistiche d’azione e di risarcimento, elaborando una corretta richiesta di risarcimento del danno da colpa medica.

Richiedi gratuitamente assistenza. Compila il MODULO CONTATTACI oppure telefona ai seguenti recapiti: numero verde malasanità 800.177.569 (solo da rete fissa) oppure 081.503.23.22 (anche da rete mobile).