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Vittime della Strada

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Chi paga in caso di incidente mortale?
Anzitutto, è bene da partire da una scontata ma fondamentale premessa: i proprietari di veicoli sono obbligati a stipulare un’assicurazione che, in caso di sinistri, si preoccuperà di provvedere al risarcimento in caso di responsabilità civile. Ma cosa succede se un veicolo è coinvolto in un incidente mortale? Chi sarà responsabile e chi dovrà pagare? Di seguito proveremo a fare chiarezza su alcuni aspetti legati alla responsabilità di sinistri stradali mortali.

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Incidente mortale e richiesta di risarcimento danni

In seguito a un incidente mortale, i parenti della vittima possono procedere con una causa per richiedere i danni causati dal decesso della persona cara. Quando si parla di danni, tuttavia, è bene specificare quali siano i danni che vengono risarciti, quando e in quali tempi.

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Per legge, il danno risarcibile non è legato alla morte della persona, visto che difficilmente si può definire la risarcibilità di una morte. Si parla invece di danni patrimoniali e morali da sinistro mortale.

In particolare, i danni patrimoniali vengono pagati da quanti vengono riconosciuti responsabili dell’incidente stradale mortale e sono riferibili a due differenti misure, quella di danno emergente e di lucro cessante. Come stabilito dagli articoli 1223 e 2056 del Codice Civile, quindi, ai beneficiari della causa spetterà un risarcimento che dovrà tenere conto delle perdite economiche che conseguono dalla morte del proprio caro.

Molto più complessi da valutare, invece, i danni morali da incidente con decesso. Questi sono legati a tutto il dolore, la sofferenza ed eventuali complicazioni psicologiche che la morte del proprio caro a causa di un incidente stradale può apportare.

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Incidente mortale, a chi spetta il risarcimento?

In questo contesto, è bene specificare quali siano le persone che hanno diritto a un risarcimento danni per morte da incidente stradale.

La legge prevede infatti che possono essere incluse, tra le persone che hanno diritto al risarcimento in seguito alla morte di un proprio caro per sinistro stradale, i figli, il coniuge, i fratelli e le sorelle, anche in mancanza di rapporto di convivenza. Parenti di altro ordine, come cugini, zii o altro, possono essere legittimati a ottenere un risarcimento in determinate situazioni e con limitazioni specifiche.

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Un caso particolare è quello che vede riconosciuta la possibilità di risarcimento per danni morali a un figlio non ancora nato nel momento della morte del genitore. Quando, quindi, il sinistro mortale avviene durante la gestazione, il tutore del bambino potrà fare richiesta per danni morali oltre, naturalmente, per eventuali danni economici causati dalla morte del genitore.

Bisogna tuttavia sottolineare che, mentre il danno patrimoniale può essere più facilmente quantificabile, quello morale è di natura più complessa e va quantificato a seconda dei casi e a seconda del legame tra la vittima e i richiedenti il danno. Si ripete che, tuttavia, ogni situazione può essere differente e va valutata sul momento, in base alle caratteristiche dell’incidente.

Risarcimento eredi in caso di incidente stradale mortale

Lo Iure Hereditatis è un particolare danno morale che viene pagato, in caso di decesso in seguito a sinistro stradale, ai soli eredi della persona (o delle persone) decedute nell’incidente. Si tratta di un risarcimento che viene riconosciuto solo quando tra l’evento incidente e la morte della persona coinvolta sia trascorso un certo intervallo di tempo.

In questa specifica situazione il danno viene valutato tenendo conto dell’impatto e dell’integrità psicofisico della persona coinvolta nell’incidente, dal momento in cui esso è avvenuto fino al momento della morte.

Il danno psico-fisico subito dalla vittima dell’incidente, prevede infatti un risarcimento: tale risarcimento viene trasmesso agli eredi in caso al momento della morte. Questi potranno quindi agire in giudizio proprio richiedendo un’azione in via Iure Hereditatis.

Va evidenziato che questa procedura richiede che tra l’incidente e la morte sia trascorso un certo lasso di tempo che, tuttavia, non è quantificabile in maniera oggettiva. La giurisprudenza, infatti, definisce tale tempo come apprezzabile, ossia come un intervallo di tempo che permette alla vittima di prendere coscienza della compromissione del suo stato prima che esso porti alla morte. Si tratta, quindi, di situazioni che vanno valutate di volta in volta a seconda dei casi specifici, che devono pertanto esser attentamente valutati.

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Incidente mortale e risarcimento per danno emergente e per lucro cessante

Se è vero che i danni morali possono essere soggetti a una differente interpretazione delle situazioni, i danni patrimoniali sono invece più facilmente quantificabili. Come già sottolineato in precedenza, essi si distinguono in danno emergente e danno per lucro cessante.

Il danno emergente da sinistro mortale può essere considerato come la principale componente economica del risarcimento. Rappresenta il danno effettivo che subisce la vittima dell’incidente e prevede una valutazione di tutte le spese che devono essere effettuate a causa dell’incidente stesso e, pertanto, prevede anche i conseguenti problemi economici che derivano dal sinistro.

Invece, il risarcimento per danno emergente da incidente mortale è quelle ottenuto in ragione di eventuali spese mediche per un eventuale ricovero in caso di morte successiva all’impatto, nonché quelle necessarie per la riparazione dell’auto o altro mezzo coinvolto nell’incidente e, infine, le spese per il funerale. In questi casi, per ottenere un risarcimento completo, ossia quanto più vicino alle spese effettuate, è necessario che tutte le spese effettuate siano ben documentate tramite fattura.

Il risarcimento per lucro cessante, invece, è legato al fatto che, nel momento in cui la vittima dell’incidente perde la vita, la famiglia può ritrovarsi senza una fonte di sostentamento. Si può quindi comprendere che questo tipo di risarcimento è dovuto nel caso in cui il soggetto vittima dell’incidente sia anche il principale percettore di reddito del nucleo famigliare.

Il risarcimento per lucro cessante può essere richiesto non solo dagli eredi, ma da quanti avevano un rapporto economico attivo con il deceduto a causa di un sinistro.

La valutazione della somma che verrà risarcita come lucro cessante deve tenere conto di due parametri principali, ossia il reddito medio e futuro della persona coinvolta nell’incidente:

  • Il reddito medio viene valutato in base annua sugli introiti che venivano percepiti al momento dell’incidente.
  • Il reddito futuro, invece, tiene conto del reddito che avrebbe avuto la vittima se non fosse rimasta coinvolta nell’incidente. Inoltre, la ripartizione tra quanti fanno richiesta di risarcimento avviene tenendo conto della quota che la vittima avrebbe devoluto qualora fosse rimasto in vita.

Non sempre è facile definire in maniera univoca questi parametri, per cui può accadere che il risarcimento per lucro cessante venga stimato in via equitativa. Va comunque sottolineato che i risarcimenti patrimoniali, sia quello per danno emergente che per lucro cessante spettano Iure Proprio.

Incidente mortale, come gestire la situazione

Nel momento in cui si verifica un sinistro stradale che porta alla morte di una persona, i parenti della vittima sono sempre troppo affranti per poter pensare alla giurisprudenza o ad affrontare cause per la richiesta di risarcimento danni.

Tuttavia, si tratta di una procedura che deve essere affrontata, spesso rivolgendosi a un avvocato fidato, che possa preoccuparsi di portare avanti le pratiche con competenza e rispetto verso quanti soffrono per la perdita del loro caro.

Prima di poter richiedere un risarcimento, infatti, è necessario procedere alla ricostruzione della dinamica dell’incidente mortale, cercando di comprendere in maniera dettagliata e precisa quali siano state le cause che hanno portato al sinistro e, quindi, al decesso della persona (o delle persone). Non sempre si tratta di una situazione di facile risoluzione: spesso i tempi necessari per ricostruire una dinamica di incidente stradale sono lunghi e non sempre si riesce ad arrivare a una piena consapevolezza della situazione.

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I primi rilievi relativi alla dinamica dell’incidente vengono effettuati dalla Polizia Stradale, che stila i verbali dell’avvenimento e, successivamente, procede con la ricostruzione dell’incidente stesso. In secondo luogo, entrano in gioco le compagnie assicurative. Infine, un ultimo attore fondamentale alla verifica della dinamica dell’incidente è il Consulente Tecnico che viene nominato dalle autorità giudiziarie.

Quest’ultimo dovrà completare lo studio della dinamica dell”incidente accertando le responsabilità del sinistro e, soprattutto, del decesso. Solo una volta che l’analisi del Consulente Tecnico sarà completata si potranno infatti definire i termini del risarcimento per il decesso.

Chi paga il risarcimento in caso di sinistro mortale?

Il ruolo del Consulente Tecnico è fondamentale per definire chi dovrà pagare i danni causati da un incidente stradale mortale. Diventa quindi necessario ricordare che la compagnia assicurativa a cui afferisce l’autista che provoca un incidente paga solo ed esclusivamente le responsabilità civili. In caso di decesso di una o più persone, tuttavia, colui che ha causato l’incidente avrà delle responsabilità penali che sono pertanto totalmente a carico suo.

La legge, infatti, prevede che in caso di incidente mortale, chi ha causato il sinistro sia accusato di omicidio stradale. Pertanto, i parenti della vittima o delle vittime potranno richiedere il risarcimento a chi viene riconosciuto colpevole del sinistro e alla compagnia assicurativa in un tribunale civile, o costituendosi parte civile durante il procedimento penale.

Sarà infatti il tribunale penale a sancire o meno la colpa dell’imputato, ma sarà quello civile che determinerà l’ammontare del danno e, quindi, del pagamento dovuto alla famiglia da parte di chi ha provocato il sinistro. Può tuttavia accadere che la compagnia assicurativa di chi ha causato il sinistro offra un risarcimento danni ai parenti: in tal modo cercherà di evitare che questi intraprendano un’azione civile.

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L’omicidio stradale è un reato che è stato introdotto nel diritto penale italiano nel marzo 2016. Prima di essere ufficialmente introdotto nel codice penale, l’omicidio stradale aveva visto una serie di tentativi e di proposte per definire una normativa specifica che permetteva di riconoscere un reato tanto grave quanto quello di causare la morte di qualcuno durante la guida del proprio veicolo.

A valle di questi tentativi, si inserisce l’innesto normativo di un apposito articolo che ha previsto, tra gli altri, il reato di omicidio stradale, con tutte le conseguenze del caso che verranno analizzate nel presente contenuto.

Tanto detto, non bisogna tuttavia pensare che prima dell’introduzione del reato di omicidio stradale gli incidente mortali non venivano perseguiti. Chi causava la morte mentre era alla guida poteva infatti essere accusato di omicidio colposo, reato che prevede una pena da scontare in carcere per un periodo di tempo compreso tra i sei mesi e i cinque anni. Questa accusa poteva poi avere delle aggravanti, in caso di guida in stato di ebbrezza o sotto uso di stupefacenti o in caso di violazione di norme stradali (eccesso di velocità, guida contromano, passaggio con semaforo rosso o altro).

Leggi anche: Risarcimento Incidente Mortale

Il Reato di Omicidio Stradale nel codice penale

All’interno dell’articolo 589 bis del codice penale sono evidenziate tre differenti ipotesi di omicidio stradale, che variano in base alla loro gravità. Pertanto, esse sono trattate in maniera differente dal punto di vista delle sanzioni. Resta sottinteso che l’omicidio stradale resta classificato come un particolare omicidio colposo, a meno di casi particolari in cui viene evidenziata la volontarietà nel compiere l’omicidio.

Il primo caso di omicidio stradale include tutti quegli incidenti che causano la morte di uno o più individui in seguito a una violazione della normativa sulla circolazione stradale.

Questa casistica include quindi incidenti causati da superamento dei limiti di velocità, guida in controsenso, sorpasso in zone in cui non è consentita tale manovra o altro.

Pena per omicidio stradale

In questi casi, ossia quando si provoca un incidente mortale per il mancato rispetto delle norme di circolazione, è prevista una pena con reclusione da due a sette anni di carcere. Va sottolineato che questa pena è la stessa prevista dal precedente articolo 589, ossia quello che includeva l’omicidio stradale tra gli omicidi colposi.

Una differente pena è prevista invece per quanti provocano un incidente mortale perché messisi alla guida in stato di ebbrezza o in seguito a uso di sostanze stupefacenti.

Per quanto riguarda lo stato di ebbrezza, esso viene quantificato in maniera oggettiva. Viene pertanto considerato stato di ebbrezza uno stato in cui si abbia un tasso alcolemico misurato in valori superiori a 1.5 grammi su litro. Non vengono invece definite le specifiche e i valori relativi all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope in generale.

Causare un incidente mortale quando si è in stato confusionale per uso di alcool o di droghe viene considerata un’azione molto più grave rispetto alla precedente e, pertanto, prevede una pena più severa. L’articolo 589 bis prevede pertanto la reclusione per un tempo minimo di otto anni e uno massimo di dodici a seconda delle situazioni specifiche.

Infine, una terza ipotesi di reato per omicidio stradale si configura in altre situazioni, che rientrano in casi diversi dai due precedenti. Ad esempio, si rientra in questo terzo caso quando l’incidente viene causato da un conducente che presenta un tasso alcolemico inferiore a 1.5 grammi su litro.

Questo valore, il cui superamento diventa un elemento determinante per la gravità del reato, può comunque compromettere la lucidità alla guida. Pertanto, in caso di tasso alcolemico compreso tra 0.8 e 1.5 grammi su litro la pena prevista sarà compresa tra cinque a dieci anni a seconda dei casi.

Stessa pena anche in caso di incidente mortale causato da un conducente che, all’interno di un’area urbana, circoli a velocità corrispondente ad almeno il doppio di quella prevista come velocità massima. Nella stessa situazione qualsiasi incidente mortale causato da un veicolo a motore circolante a velocità pari o superiore ai settanta chilometri all’ora rientra in questo terzo caso di pena, con reclusione tra i cinque e i dieci anni.

Ancora, si rientra in questo caso se l’incidente mortale viene causato in una strada extra-urbana da veicoli che si muovono a velocità che superi di almeno cinquanta chilometri all’ora la massima velocità consentita su quel tratto stradale.

La condanna a un tempo compreso tra i cinque e i dieci anni di carcere è prevista anche in caso di incidente causato da un veicolo che circoli contro-mano oppure che attraversi un intersezione segnalata da un semaforo rosso.

Sempre per quanto riguarda le intersezioni, anche incidenti mortali che vengono a verificarsi per un inversione di marcia in corrispondenza di queste particolari zone o nei loro pressi sono puniti con lo stesso periodo di reclusione.

Infine, rientrano nella pena tra i cinque e i dieci anni di reclusione tutti gli incidenti mortali che siano causati per sorpasso in zona contrassegnata dalla linea continua o in corrispondenza di un passaggio pedonale, di curve o di dossi.

Leggi anche: Investire un pedone sulle strisce pedonali

Le aggravanti dell’omicidio stradale

L’intervallo degli anni di reclusione previsti dalla pena vengono definiti in base alle caratteristiche specifiche dell’incidente. Va comunque sottolineato che la pena può essere aumentata se l’incidente viene causato da autista sprovvisto di patente oppure con patente scaduta, revocata o sospesa. Ancora, un incremento della pena è previsto se si guida un veicolo a motore di proprietà sprovvisto di assicurazione.

Un altro elemento che porta alla definizione della durata della pena, ossia agli aggravanti della pena stessa, dipende naturalmente dal danno che è stato causato, ossia se si sia causata la morte di una sola persona o di più persone oppure la morte di una e lesioni ad altre.

La possibilità di cumulare gli anni di carcere è prevista dall’articolo 589 bis del codice penale che, tuttavia, prevede un massimo di pena pari a diciotto anni di reclusione.

Un ulteriore aggravante: la fuga del conducente

Se determinate situazioni possono portare ad attenuanti rispetto al reato di omicidio stradale commesso, altre, invece, rappresentano delle aggravanti particolarmente serie. Tra queste vi è la fuga del conducente, che viene specificamente indicata come aggravante a efficacia speciale dall’articolo articolo 589 ter del codice penale.

Si ricorda infatti che, in caso di incidente, più o meno grave, la legge prevede l’obbligo di richiesta di soccorso, che può essere effettuata tramite una semplice chiamata al 118. Se una persona dopo aver causato un incidente mortale si dà alla fuga, oltre ad essere colpevole di omicidio stradale diventa anche colpevole di omissione di soccorso. Visto che difficilmente chi causa un incidente ha la possibilità di valutare se la persona coinvolta sia ferita o morta, si ha sempre e comunque l’obbligo di chiamare i soccorsi.

La fuga di chi ha causato l’incidente porta ad un aggravante della pena che, a seconda dei casi, potrà quindi essere incrementata di una misura compresa tra un terzo e due terzi della pena prevista e comunque mai inferiore a cinque anni.

Le attenuanti dell’omicidio stradale: il concorso di colpa

Non sempre un incidente che porta alla morte di una o più persone è causato da un solo veicolo e, quindi, può essere imputato a una sola persona. In molti casi, infatti, è previsto un concorso di colpa, che prevede che siano più d’uno i veicoli che hanno portato all’incidente stesso. In taluni casi, la colpa può essere anche di chi, poi, ha perso la vita nell’incidente stesso.

Quando viene riconosciuto un concorso di colpa della vittima, la pena al conducente sopravvissuto viene diminuita. Nello specifico, il comma sette dell’articolo articolo 589 bis prevede che quando la morte di una persona in seguito a un incidente stradale non sia da imputare all’azione esclusiva di un altro conducente, quest’ultimo potrà godere di una riduzione di pena fino alla metà di quanto previsto in caso di colpa unica.

Tutte le cause che hanno portato all’incidente saranno quindi attentamente vagliate dalla Polizia Stradale, dalle compagnie di assicurazione e da eventuali Consulenti Tecnici nominati dall’autorità giudiziaria in modo da poter avere la massima certezza su quale sia stata la dinamica precisa dell’incidente.

Lo studio attento della dinamica, delle traiettorie e delle velocità dei veicoli coinvolti nell’incidente permetterà infatti di definire le colpe di quanti sono rimasti coinvolti nell’incidente stesso, comprese le eventuali vittime.

Leggi anche: querela per incidente stradale

Omicidio stradale e revoca della patente in attesa del giudizio

La valutazione dei periti per una corretta definizione della dinamica dell’incidente non è quasi mai immediata. Durante o in attesa del giudizio, i protagonisti coinvolti in prima persona nell’incidente, ossia quanti vengono ritenuti causa dell’incidente stesso, possono vedersi revocare o sospendere la patente di guida.

La sospensione cautelare può essere disposta dal Prefetto per un periodo variabile e non superiore a 5 anni. In casi particolari, che prevedono una condanna non definitiva per l’incidente mortale, la patente può essere sospesa fino a 10 anni.

Va sottolineato che la sospensione e la revoca sono due differenti procedimenti. Nel primo caso, infatti, trascorso il tempo di 5-10 anni definito dalla Procura si potrà avere nuovamente la patente di guida. Nel secondo, invece, la patente potrà essere riottenuta solo dopo che siano passati 15 anni. In caso di omicidio stradale con fuga del conducente, invece la patente può essere revocata per un periodo di 30 anni.

Leggi anche: Risarcimento per le vittime della strada

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Investire un pedone è uno dei peggiori incidenti stradali che possono capitare. Viene considerato tra i sinistri più controversi e delicati: primo fra tutti perché il danno si ripercuote in maniera irreversibile su entrambi gli attori coinvolti; in secondo luogo perché può portare a delle conseguenze gravissime e, nonostante la colpa generalmente sia da attribuire al conducente, vi sono delle situazioni in cui la cosa non è così scontata.

Continuando la lettura di questo articolo potrai approfondire l’argomento e conoscere sia i casi in cui il pedone ha diritto al risarcimento per investimento stradale, sia le situazioni in cui il pedone rischia di veder diminuito il suo risarcimento o che addirittura la compagnia assicurativa decida di non pagare. Nell’articolo verrà preso in esame l’investimento del pedone sulle strisce pedonali e fuori dalle strisce, per fare più chiarezza sull’argomento.

Verranno inoltre presi in considerazioni i rischi e le conseguenze dell’investimento di un pedone, esaminando la situazione dal punto di vista del conducente. Ti invito, poi, ad approfondire la tematica del risarcimento per decesso da incidente stradale

Pedone investito e risarcimento danni

pedone investito risarcimento danni
pedone investito risarcimento danni

Il pedone investito non sempre ha diritto al risarcimento danni, in quanto anche per lui vi sono degli obblighi precisi da rispettare sanciti dal codice della strada, come ad esempio attraversare sulle strisce pedonali.

Spesso, infatti, si parla di concorso di colpa facendo riferimento soprattutto a quelle situazioni in cui il pedone può concausare il sinistro (passaggio sulle strisce pedonali ma con semaforo rosso, passaggio da punti poco visibili e pericolosi…).

Generalmente, il pedone ha diritto al risarcimento per investimento stradale:

  • se cammina lungo un attraversamento pedonale: strisce pedonali, marciapiedi, sottopassaggi o sovrapassaggi resi noti da opportuna segnaletica;
  • se, pur non camminando sulle strisce pedonali, la strada che attraversa è costeggiata da negozi, scuole, palestre, case, bar e così via;
  • se, prendendo come punto di riferimento il margine della carreggiata, il pedone attraversa la strada perpendicolarmente;

Il pedone ha diritto al risarcimento danni per investimento stradale anche quando il conducente non rispetta i seguenti obblighi:

  • se il conducente non rispetta i limiti di velocità imposti per legge;
  • se il conducente non presta attenzione alle condizioni atmosferiche, che possono rendere difficoltosa la circolazione (pioggia, nebbia, neve…);
  • se l’autovettura del conducente ha qualche difetto che non consente una circolazione ottimale;
  • se il conducente non dà la precedenza ai pedoni che, attraversando una strada senza strisce pedonali, hanno già iniziato a compiere l’attraversamento

Pedone investito sulle strisce

Quando il pedone viene investito sulle strisce pedonali, la colpa presunta è sempre del conducente.

Le strisce, infatti, sono create appositamente per consentire l’attraversamento del pedone in tutta sicurezza e il conducente ha l’obbligo, per legge, di rallentare l’andatura del veicolo in corrispondenza delle strisce e degli attraversamenti pedonali in genere.

Nel momento in cui un pedone viene investito sulle strisce pedonali durante l’attraversamento, la prima cosa da fare è quella di far intervenire sia i sanitari (che si prenderanno cura del pedone investito, valutando l’entità del danno), sia i vigili o le forze dell’ordine, incaricate di scrivere il verbale e appuntare tutte le modalità dell’accaduto (eventualmente chiamando a rapporto dei testimoni).

Superato questo primo momento drammatico, il pedone investito sulle strisce potrà procedere alla richiesta di risarcimento danni. Per fare ciò, dovrà spedire una raccomandata al conducente (o al proprietario del veicolo) e alla compagnia assicurativa, indicando con esattezza la dinamica del sinistro (includendo anche il luogo e le circostanze di tempo in cui esso si è verificato), un documento medico che certifichi i danni subiti, età ed attività del pedone. Ovviamente la compilazione varia a seconda delle circostanze e dell’entità del danno subito.

Tuttavia non sempre il pedone investito mentre attraversa le strisce pedonali è considerato meritevole di risarcimento.

Vi sono infatti delle circostanze in cui si verifica il concorso di colpa, secondo quanto stabilito dall’art. 1227 c.c. che prende in considerazione tutte le volte in cui un attraversamento avviene in maniera “straordinaria e imprevedibile”. Sarà il giudice, infine, a decretare il giusto risarcimento, previa indagine in ordine al concorso di colpa.

Pedone investito fuori dalle strisce

Investire un pedone apre a controversie molto delicate.

Si parte sempre dal presupposto che il conducente abbia l’obbligo di prevedere un attraversamento imprevisto e, soprattutto laddove la strada è ben illuminata, adiacente ad un centro abitato e rettilinea, la presunzione di colpa ricade sempre su di lui.

pedone investito
pedone investito

Il conducente, infatti, è tenuto sempre e in ogni circostanza a mantenere un’andatura nel rispetto dei limiti di velocità e soprattutto prestando la massima attenzione. Ed è proprio la prevedibilità l’elemento che fa la differenza e che mette il pedone nelle condizioni di ottenere il giusto risarcimento anche se viene investito fuori dalle strisce pedonali.
Se infatti l’incidente è stato provocato a causa della distrazione o della negligenza del conducente, il pedone ha diritto all’ottenimento del ristoro economico previsto dalla legge.

Ci sono degli elementi molto importanti da considerare e che interessano la condotta del pedone.

Primo fra tutti, questi è autorizzato a non attraversare sulle strisce pedonali solo se queste sono lontane 100 metri minimo dal luogo in cui desidera ed intende attraversare, altrimenti rischia di pagare una multa per violazione del codice della strada per un massimo di 99 euro.

In secondo luogo, il pedone non può attraversare la strada in maniera imprevedibile, ovvero senza avere l’accortezza di valutare se sono in arrivo macchine o meno.

Il pedone, attraversando fuori dalle strisce, si si espone “consapevolmente” al pericolo, per questo si può affermare con certezza che investire un pedone ha conseguenze gravi e dannose per entrambi gli attori coinvolti.

Ho investito un pedone, cosa rischio

Il primo comma dell’articolo 2054 del Codice Civile stabilisce che “il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno”. Ciò significa che nel momento in cui viene aperta la controversia, sta all’automobilista fornire le prove della sua eventuale innocenza, ossia della mancanza di colpa.

ho investito un pedone cosa rischio
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A seconda dell’entità del danno, il conducente che ha investito il pedone rischia anche l’accusa di omicidio stradale, che può avere come pena la reclusione fino a 30 anni di carcere.

Nella più “lieve” delle ipotesi, il conducente deve pagare totalmente il risarcimento al pedone, la cui somma si stabilisce tenendo conto dei parametri di invalidità che il pedone subisce a causa dell’incidente.

I danni subiti dal pedone possono essere di varia entità: danni morali, economici e fisici.

Viene preso in considerazione il periodo di degenza in ospedale, con relative spese da mantenere, come anche il danno subito dall’impossibilità di recarsi a lavoro e svolgere le normali funzioni e attività quotidiane in grado di assicurare il reddito quotidiano.

Investire un pedone comporta anche il ritiro della patente per un per periodo di tempo da concordare sulla base dei danni inferti al pedone e il ritiro dei punti della stessa.

Assistenza Pedoni Investiti

Se hai letto con attenzione questo articolo, ti sarai accorto dell’estrema delicatezza dell’argomento trattato. Nonostante la presunzione di colpa ricada sempre sull’automobilista, sono tante le variabili da prendere in considerazione.

Se non sei esperto in materia, il rischio di non ottenere il giusto risarcimento per il danno subito può essere davvero alto, per questo Rimborsosicuro.it mette a tua completa disposizione ed in modo totalmente gratuito il servizio di Assistenza Pedoni Investiti.

Un team di esperti nel settore dell’infortunistica stradale valuterà il tuo caso punto per punto, offrendoti un valido supporto ed un parere che in taluni casi può diventare decisivo.

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PREMESSA: In questo articolo, in particolare, ti verranno spiegati, passo dopo passo, tutti i procedimenti da attuare e le cose da considerare nel caso in cui un tuo caro sia stato coinvolto in un incidente mortale.

 Il risarcimento morte a causa di incidente stradale è un argomento doloroso e spinoso che merita di essere affrontato nel migliore dei modi.

risarcimento morte incidente stradale
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La morte di chi è vittima di un incidente stradale, infatti, ha anche delle conseguenze legali, così come stabilito dalla Corte di Cassazione (sentenza numero 26972/2008), che chiarisce i provvedimenti da prendere in caso e le conseguenze in punto di danno non patrimoniale subìto per la perdita della persona cara.

Sono tanti i fattori da considerare ai fini dell’ottenimento del giusto risarcimento morte per incidente stradale. Fattori che saranno oggetto di analisi in questo approfondito contenuto.

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Se ci si trova coinvolti in un incidente stradale mortale, ossia che causa il decesso di qualcuno, è fondamentale sapere come comportarsi e cosa fare, sia dal punto di vista burocratico che legale. In questa breve guida si riporteranno alcuni aspetti fondamentali da ricordare nel caso in cui ci si trovi coinvolti in un sinistro che porta alla morte di un altro conducente o passeggero.

Apprenderai anche quali sono le modalità di accesso alla forma risarcitoria per il caso di morte e in quali casi e in che modo i congiunti prossimi di un soggetto deceduto a causa di un sinistro hanno diritto a ottenere il risarcimento.

Nell’articolo, infine, troverai delucidazioni riguardo al reato di omicidio stradale, delle ragioni del suo inserimento nel codice penale e delle pene previste.

Rimborsosicuro.it è al tuo fianco, in qualsiasi momento, per riconoscerti tutto l’aiuto di cui hai bisogno e per farti conoscere quali sono i tuoi diritti e le azioni da mettere in atto per ottenere il giusto indennizzo per morte di un tuo parente coinvolto in un sinistro stradale.

La ricostruzione della dinamica dell’incidente mortale

Quando si causa un incidente che causa un decesso, si possono avere responsabilità civili o penali a seconda della gravità delle circostanze. Le responsabilità civili sono quelle che causano danni alle cose mentre si parla di responsabilità penali in caso di lesioni e morte.

Per poter definire il responsabile o i responsabili dell’incidente è necessario procedere con una ricostruzione attenta della dinamica del sinistro. Per questo motivo, la Polizia Stradale procederà a un’analisi delle cause prendendo in considerazione una serie di parametri.

Per prima cosa, infatti, si dovranno valutare le condizioni del conducente o, in caso di coinvolgimento di più veicoli, dei conducenti. Si potrà così stabilire se qualcuno dei conducenti guidava in stato di ebrezza o sotto effetto di stimolanti, psico-farmaci o droghe.

Altri elementi che devono essere presi in considerazione sono quelli ambientali: questi permetteranno di valutare la visibilità nella zona dell’incidente. Una nebbia fitta o una pioggia intensa, ad esempio, possono essere causa di incidente grave nonostante il completo rispetto delle norme di guida da parte degli autisti.

Ancora, la Polizia Stradale valuterà la segnaletica e le condizioni della strada per avere un quadro completo della situazione al momento del sinistro.

Anche le compagnie di assicurazione possono procedere a valutazioni relative alle dinamiche dell’incidente, in modo da apportare le proprie tesi a supporto o in contrasto con quanto rilevato dalla Polizia Stradale. La dinamica dell’incidente, infatti, rappresenta il primo tassello per definire le responsabilità del sinistro mortale e, in particolare, le responsabilità penali.

Va subito evidenziato che non sempre un incidente stradale mortale comporta responsabilità penali a un eventuale altro conducente che ha causato il sinistro. Nel caso in cui, infatti, l’incidente sia stato causato da cause di forza maggiore o calamità naturali, il conducente che ha provocato il sinistro non può essere considerato penalmente perseguibile.

Naturalmente, ogni incidente mortale presenta caratteristiche peculiari che vanno valutate di caso in caso, sia per quanto riguarda le dinamiche che per quanto riguarda le responsabilità ed eventuali danni da pagare.

Incidente mortale, cosa fare

incidente mortale cosa fare
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Nel caso in cui un tuo caro sia rimasto mortalmente coinvolto in un incidente stradale, avrai bisogno di prendere dimestichezza con tutte quelle leggi e quelle procedure che stabiliscono le conseguenze giuridiche dell’incidente, e che si rifanno alla responsabilità civile e penale derivante dal sinistro.

La morte di una o più persone a causa di un incidente stradale ha delle conseguenze esistenziali che gravano su tutte le persone coinvolte.

Come prima azione, sappi che verrà svolta la ricostruzione del sinistro al fine di avere chiare tutte le cause e le dinamiche che hanno condotto all’incidente e quindi al decesso. Dal momento che la situazione è di per sé molto complessa e delicata, i tempi di ricostruzione della dinamica di un incidente stradale di tale gravità possono essere lunghi.

Ciò che è importante però, ed in primis, è comprendere quali sono le informazioni preliminari che bisogna conoscere sulle circostanze dell’incidente, ovvero la velocità e le condotte di guida dei veicoli e, non ultima, la configurazione del tratto di strada in cui si è svolto il sinistro, nonché l’analisi della segnaletica e delle condizioni metereologiche.

Questa prima verifica serve a stabilire la traiettoria d’urto dei veicoli coinvolti e serve anche a stabilire un eventuale ritardo di azione che avrebbe potuto scongiurare l’incidente.

Generalmente, a scrivere il verbale riportante tutte le informazioni è la polizia stradale, che, regola, per prima interviene sul luogo dell’incidente. Successivamente vengono interpellate anche le compagnie assicurative e l’autorità giudiziaria.

E’ proprio l’autorità giudiziaria che ha il compito di nominare un Consulente Tecnico che dovrà esaminare il caso sotto il profilo tecnico, analizzando tutti i dati e i riferimenti oggettivi che gli permetteranno di ricostruire la dinamica dell’incidente. Lo scopo principale di questa operazione è quello di accertare le diverse responsabilità – in particolare la responsabilità del decesso – di conseguenza, determinare se ed in che termini si può avere diritto al risarcimento da decesso del parente.

Si procederà, quindi, con l’accertamento delle diverse responsabilità al fine di rendere note le cause del sinistro per i fini processuali.

L’accertamento viene compiuto muovendosi su tre distinti ma paralleli binari:

  • accertamento del comportamento umano: in sostanza, si tiene conto degli eventuali comportamenti errati del conducente o dei conducenti (a seconda delle dinamiche del sinistro). In particolare tale passaggio si accerterà se chi è rimasto vittima dell’incidente si trovava in stato di ebbrezza, se aveva fatto uso di stupefacenti o di psicofarmaci; si terrà conto dell’età e della condotta complessivamente tenuta alla guida, al fine di individuare eventuali colpe che possano determinare l’insorgere di responsabilità personali e risarcitorie;
  • accertamento delle condizioni del veicolo: in questa sede si tiene conto dello stato generale del mezzo su cui si viaggiava, indagando eventuali difetti specifici o difetti manutentivi determinanti, che cioè abbiano contribuito al verificarsi del sinistro;
  • fattori ambientali: si mira a rilevare non solo le condizioni metereologiche, ma anche le caratteristiche del percorso stradale e della segnaletica.

Ma cosa fare se sei rimasto coinvolto in un incidente stradale mortale, quindi?
Chiama il Comando di Polizia Stradale competente che si occuperà di intervenire all’istante, premurandosi di proteggere la zona dell’incidente bloccando il passaggio degli autoveicoli, in modo tale da poter fare i rilievi necessari, sequestrare i veicoli coinvolti ed accertare le cause dell’incidente.

Risarcimento danni per incidente stradale mortale

Risarcimento danni per incidente stradale mortale
Risarcimento danni per incidente stradale mortale

Se un tuo caro è rimasto coinvolto in un incidente stradale mortale, sappi che la legge individua delle conseguenze non solo civili ma anche penali: puoi quindi accedere alla forma risarcitoria per il caso di morte.

Tanto detto, sappi che nel caso avessi bisogni di supporto nella gestione della tua pratica, non esitare a contattare RimborsoSicuro, che ti fornirà tutto l’assistenza Gratuita di cui hai bisogno

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Quando un proprio caro è rimasto coinvolto in un incidente mortale, si può avviare una pratica di risarcimento per danni. Prima di poter avere diritto al risarcimento, però, bisognerà attendere i tempi burocratici e quelli effettivamente necessari per poter procedere alla ricostruzione della dinamica dell’incidente. La prima valutazione della dinamica del sinistro, come già evidenziato, verrà effettuata dalla Polizia Stradale. Questa non farà altro che riportare i fatti, derivanti da eventuali testimonianze e studi sulle cause che hanno portato all’incidente.

Non sta alla Polizia Stradale, quindi, valutare eventuali colpe e responsabilità. Queste saranno invece prese in considerazione della autorità giudiziarie e dalle compagnie di assicurazione dei veicoli coinvolti nell’incidente.

Il Pubblico Ministero in questi casi è chiamato subito ad agire autonomamente per accertare la responsabilità dell’accaduto ed indagare sulle cause dell’incidente.

NOTA: Nel caso in cui non siano chiare le dinamiche dell’incidente, ossia non si riesca a valutare in maniera univoca quali siano le dinamiche e, quindi, le responsabilità, l’autorità giudiziaria nominerà un consulente tecnico che potrà approfondire tutte le cause e le dinamiche che hanno portato al sinistro.

Il consulente tecnico avrà quindi il compito di stimare la velocità dei veicoli che si sono trovati coinvolti nell’incidente, ricostruire le traiettorie e le possibili dinamiche che hanno portato quello specifico risultato di urto e posizionamento delle auto e, infine, valutare la possibilità di avvistamento reciproco dei conducenti dei mezzi e i tempi e le modalità di reazione (frenata, sterzata o altro) per tentare di evitare il pericolo.

Questi elementi saranno alla base della documentazione necessaria per le richieste di risarcimento, in quanto permetteranno di avere risposte sul diritto o meno al risarcimento stesso.

Quanto agli aspetti economici, il risarcimento danni per incidente stradale mortale è previsto in favore di congiunti e conviventi e rientra nella sfera dei danni patrimoniali e dei danni non patrimoniali.

Il risarcimento per danni patrimoniali va a coprire non solo le spese aggiuntive da affrontare sul momento ─ quali ad esempio quelle necessarie per il funerale ─ ma calcola anche il bisogno futuro di denaro che deriverà, ad esempio, dal mancato apporto economico del defunto.

Mentre quantificare il danno patrimoniale è abbastanza facile (in linea di massima si deve moltiplicare il reddito percepito dal defunto per gli anni che in media avrebbe dovuto vivere), quantificare l’ammontare del risarcimento per danno morale subito dal congiunto in conseguenza del decesso è un’operazione delicata.

La locuzione usata per identificare questo tipo di danno è detta “iure proprio” e va a quantificare il tipo di risarcimento ed i diritti che spettano ai congiunti a seguito della scomparsa del proprio caro per morte da incidente stradale.

IN SINTESI: Un particolare tipo di risarcimento, spettante esclusivamente agli eredi della vittima dell’incidente, è quello dello Iure Hereditatis. Questo risarcimento prevede una particolare condizione, ossia che la morte non sia immediata al momento del sinistro ma che tra il momento dell’incidente e quello del decesso, trascorra un determinato intervallo di tempo.

Nei tribunali si fa riferimento alla tabella di Roma o alla tabella di Milano che, per calcolare il corrispettivo risarcimento, in primis tiene conto del rapporto di parentela che lega il superstite alla vittima dell’incidente stradale, nonchè della presenza di una relazione o di una convivenza con quest’ultimo.

In seconda battuta vengono presi in considerazione fattori come l’età e lo stato di salute della vittima.

Per quanto riguarda l’età bisogna fare un approfondimento, in quanto non solo si tiene conto dell’età della vittima ma anche dell’età del congiunto: quanto più questo è giovane, tanto maggiore sarà il calcolo del risarcimento da corrispondere.

Se il congiunto è minorenne, assume una maggiore importanza in termini di denaro anche il danno morale ed esistenziale subiti dal minore.

Al fine di quantificare il giusto risarcimento, viene anche preso in considerazione se il superstite rimarrà solo o se fa parte di un nucleo familiare (moglie, figli, fratelli, genitori), tenendo conto che quanto più il danno incide sullo stato di salute psico-fisica del congiunto rimasto in vita, tanto più dovrà aumentare il risarcimento.

Sinistro mortale e risarcimento eredi

IN SINTESI: Il diritto all’ottenimento del risarcimento, al momento della morte della persona coinvolta nell’incidente, viene trasmesso agli eredi. Questi potranno quindi chiamare in giudizio il responsabile dell’incidente, tramite la cosiddetta Iure Hereditatis.

risarcimento eredi vittima strada
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Gli eredi di una vittima morta a causa di un sinistro mortale possono ottenere un risarcimento secondo la forma “eredi iure successionis”.  In tali casi si devono andare a considerare due situazioni differenti che traggono origine dal lasso di tempo intercorso dopo l’incidente mortale.

Se la morte del congiunto avviene sul colpo durante l’incidente, il danno ha valore esistenziale e biologico.

Nel secondo caso, ossia di decesso a causa dell’incidente ma non contestualmente all’incidente, il danno ha valore non patrimoniale e patrimoniale, e prende in considerazione tutte le spese sostenute durante il periodo di permanenza in ospedale o a casa (visite mediche, cure specialistiche, medicine…).

Il risarcimento agli eredi può essere trasmissibile a titolo di eredità, anche questo secondo la forma eredi iure successionis.

Tuttavia è da considerare il fatto che possono esserci anche i cosiddetti danni riflessi, ovvero tutti quei danni che, “per riflesso”, colpiscono gli eredi della vittima e che quindi rientrano nella loro sfera giuridica.

Quello che viene considerato, anche in questo caso, è il danno psico-fisico ai danni del congiunto, che spesso si trasforma in un trauma fisico o psichico permanente.

Quando il decesso non è immediato si aggiunge anche il danno terminale, che riguarda la vittima di un incidente stradale che si trova in una condizione di consapevolezza della sua imminente morte. Il danno terminale rappresenta un danno liquidabile iure proprio alla vittima di lesioni mortali, così come stabilito dalla Cass. Sezioni Unite n. 15350/2015.

Bisogna fare chiarezza su questo aspetto perché la giurisprudenza non definisce l’intervallo di tempo in termini di giorni specifici, quanto piuttosto in termini di compromissione dell’integrità psicofisica della vittima. La valutazione della compromissione e la presa di consapevolezza della vittima del suo stato, dal momento dell’incidente fino al decesso, permette quindi di stabilire i termini del risarcimento.

Incidente stradale mortale e risarcimento

Nel caso in cui un proprio caro sia rimasto coinvolto in un incidente mortale, è possibile richiedere un risarcimento per il decesso. Questo viene suddiviso principalmente in due tipologie, prevedendosi il risarcimento morale e quello patrimoniale.

Per approfondire: Risarcimento per morte da sinistro stradale

Il risarcimento morale da sinistro mortale è definito da una somma che viene calcolata tenendo conto del danno da trauma psicologico dovuto alla morte del proprio caro. Si tratta di una somma non sempre facilmente quantificabile e che viene definita in base a una serie di parametri che tengono conto della relazione con il defunto e quindi della sofferenza causata dalla perdita.

Il risarcimento patrimoniale da incidente con decesso, invece, può essere più facilmente inquadrato. Può essere suddiviso in risarcimento derivante da danno emergente e da lucro cessante.

  • Il danno emergente rappresenta il danno economico specifico che si subisce con la morte del proprio caso. Questo comprende quindi le spese conseguenti all’incidente, come quelle necessarie per la riparazione o la sostituzione dell’auto o altro mezzo incidentato, della degenza in ospedale o di eventuali cure mediche in caso di morte successiva all’incidente, fino alle spese per il funerale. Per ottenere questo risarcimento è necessario poter documentare in maniera tracciabile tutte le spese effettuate.
  • Il risarcimento patrimoniale per danno da lucro cessante rappresenta invece la perdita di introiti economici dovuta alla morte del proprio caro. Si tratta di una componente di risarcimento fondamentale quando la vittima dell’incidente era anche l’unico a garantire il reddito alla famiglia. Possono richiedere il risarcimento per lucro cessante non solo i componenti della famiglia, ma anche eventuali persone che avevano un rapporto economico attivo con la persona coinvolta nel sinistro mortale. Questo risarcimento tiene conto naturalmente del reddito medio, ossia di quanto percepiva la vittima, in media annua, al momento della morte.

Reato di omicidio stradale

Il reato di omicidio stradale è stato introdotto dalla legge numero 41 del 23 marzo 2016.

Leggi anche: Conseguenze dell’Omicidio Stradale

Il codice penale, rifacendosi all’articolo 589-bis, prevede una pena che va dai 2 ai 12 anni per chiunque provochi un incidente mortale e abbia violato le seguenti norme:

  • norme che disciplinano la circolazione stradale (limite di velocità, segnaletica, attraversamento con il rosso…);
  • guida in stato di ebbrezza;
  • guida in stato di alterazione psicofisica (dopo aver assunto, cioè, sostanze stupefacenti o psicotrope).
reato omicidio stradale
reato omicidio stradale

A seconda della circostanza, viene applicata la legge e stabilita la sanzione, che comprende una somma in denaro e la reclusione. La pena viene raddoppiata o triplicata nel caso in cui il conducente che ha provocato l’incidente si trovi sprovvisto di patente di guida o di assicurazione.

L’articolo 589-ter del codice penale, introdotto con la legge numero 41/2016, presuppone un’ulteriore aggravante data dalla fuga del conducente. In tal caso, infatti, la pena non è mai inferiore a 5 anni e viene aumentata da un terzo a due terzi.

Se la condotta del conducente al momento dell’incidente provoca più di una vittima, la pena può arrivare anche ad un massimo di 30 anni di reclusione.

A seconda del tipo di omicidio stradale, a colui che ha provocato l’incidente viene ritirata la patente per un massimo di 15 anni.

Chi guida mezzi pesanti e provoca incidenti stradali mortali è sottoposto a controllo alcolemico e, laddove risulti presente un tasso alcolico compreso tra 0.8 g/l e 1,5 g/l, sono soggetti ad un minimo di 8 anni fino ad un massimo di 12 anni di reclusione, in quanto devono subire la massima pena di omicidio stradale.

Ci sono dei casi, tuttavia, in cui vi è concorso di colpa con la vittima, ovvero quei casi in cui il sinistro mortale non è dipeso solamente dall’azione o dall’omissione di chi è rimasto in vita. In questi casi la pena prevista per l’omicidio stradale diminuisce a seconda delle circostanze che vengono alla luce dalle ricerche e dall’accertamento delle diverse responsabilità.

L’omicidio stradale è stato inserito all’interno del codice penale per diverse ragioni, prima fra tutti quella di arginare l’emorragia di fuga che, chi si trova coinvolto in un sinistro stradale, tende ad attuare. La fuga spesso è la principale causa di morte, in quanto annulla completamente ogni speranza di primo soccorso.

Cosa fare quando si è testimoni di un incedente stradale mortale

Quando si assiste a un incidente stradale mortale è fondamentale chiamare immediatamente i soccorsi, ossia il 118.

A meno di non essere un medico è fondamentale non muovere le persone coinvolte nell’incidente, soprattutto quando questi si trovano in caso di incoscienza. Non essendo un medico, infatti, non si può sapere quali siano i danni cui sono soggette le persone coinvolte nell’incidente e se esse siano ancora vive o meno.

Come soggetto esterno all’incidente, ossia non coinvolto in prima persona, è obbligatorio chiamare il 118 e poi, per quanto possibile, posizionare l’apposito segnale di emergenza a indicare la zona dell’incidente, attendendo l’arrivo dei soccorsi o della polizia per poter testimoniare su quanto visto (se presenti al momento dell’incidente).

Può accadere che il mezzo che ha causato l’incidente mortale non si fermi per prestare soccorso: in tal caso sarebbe utile, da parte degli eventuali testimoni, ricordare il numero di targa da segnalare alla polizia una volta arrivata.

Non sempre, però, gli incidenti mortali hanno dei testimoni che possono aiutare nella ricostruzione dell’incidente. Molto più spesso, la chiamata al 118 viene effettuata da persone che arrivano sul luogo dell’incidente dopo che questo è avvenuto. In tal caso, pur non potendo essere d’aiuto per la ricostruzione dell’evento, potranno in ogni caso contattare l’emergenza medica e segnalare l’avvenuto sinistro in modo da avvisare eventuali veicoli in arrivo.

Associazione Vittime della Strada

Al netto di ogni tecnicismo, il consiglio più importante che possiamo darti se hai perduto un tuo caro a causa di un incidente stradale mortale è quello di rivolgersi a degli esperti che tutelano quotidiamente e professionalmente le vittime della strada.

associazione vittime della strada
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Sotto questo profilo, RimborsoSicuro può essere un valido supporto per tutti i coloro che vogliono tutelare i propri diritti in qualsiasi sede, civile e penale. Rimborsosicuro.it dispone di un network di professionisti in grado di tutelare i diritti di chi ha perduto un proprio caro a causa di un sinistro mortale e lo fa in modo totalmente gratuito.

La nostra mission è quella di accompagnare l’assistito lungo tutto l’iter che porta al riconoscimento giudiziario delle proprie legittime aspettative. Il nostro scopo è quello di farti ottenere il giusto risarcimento, di far valere i tuoi diritti, di renderti consapevole di ciò che ti spetta.

Spesso di fronte a un grande dolore sono altre le cose che prendono il sopravvento, tuttavia conoscere i propri diritti diventa fondamentale più che mai proprio in queste specifiche circostanze.

Avrai spese da affrontare, situazioni da gestire, circostanze importanti con cui dover fare i conti e non sempre le persone cui ti rivolgerai saranno in grado di rispondere davvero alle tue esigenze. Per questo Rimborsosicuro.it vuole essere una realtà solida cui potrai fare riferimento in qualsiasi circostanza, anche la più spiacevole, in modo del tutto gratuito e senza spese.

Mettiamo a tua completa disposizione un team di esperti nel settore dell’infortunistica stradale esteso su tutto il territorio nazionale al fine di metterti in contatto con la figura professionale che meglio può rispondere alle tue esigenze e necessità.

Puoi compilare il nostro form di contatto indicando sinteticamente i fatti in questione e un nostro consulente specializzato ti ricontatterà in tempi brevi per raccogliere tutta la documentazione eventualmente necessaria, e gestire rapidamente e gratuitamente la vertenza.

Per avere ulteriori informazioni o se semplicimente vuoi capire cosa fare in caso di incidente stradale puoi contattarci in qualsiasi momento telefonando al numero verde 800 177 569 (da rete fissa), oppure al numero 081 503 23 22 (anche da mobile).

Ad ogni modo, prima di proseguire nella lettura, sappi che se hai bisogno puoi contare sul Supporto Gratuito di RimborsoSicuro.

Puoi contattarci immediatamente mediante il FORM DEDICATO oppure chiamando il Numero Verde 800.177.569

“Gentili di Rimborso Sicuro, sono la signora S.E.dovrei avere un risarcimento per danni fisici da incidente stradale.

In data 16/10/2017 ho subito un incidente stradale, mi sono recata dai Carabinieri per sporgere denuncia/querela per il reato di lesioni personali contro ignoti, fatti avvenuti a Chiavenna.

DENUNCIA VITTIME DELLA STRADA

In particolare, la stessa riferiva che, mentre percorreva con la propria moto Suzuki, la strada statale SS.36 del passo dello Spluga, un’autovettura Fiat, con targa non identificata, all’altezza di un tornante si stringeva verso destra, toccando il braccio della denunciante, che cadeva a terra.

Successivamente, la denunciante veniva soccorsa da un altro automobilista che aveva assistito alla scena. Accompagnata presso l’Ospedale di Chiavenna che dopo aver redatto certificato medico dopo l’incidente stradale, diagnosticava una frattura melleolare mediale con interessamento del pilone con applicazione del gesso.

Dopo aver effettuato da sola la richiesta di risarcimento danni all’assicurazione.  

L’assicurazione Allianz vittime della strada vuole darmi 3.500 euro per una frattura di tibia e perone (caviglia sx) premetto che ancora zoppico. Questo dicono le loro tabelle calcolo risarcimento danni da incidente stradale.

Ricordo inoltre che il medico legale dell’allianz mi ha dato 4 punti di invalidità permanente ed io da sola facendo il calcolo con la tabella risarcimento danni trovata su vari siti ho calcolato almeno il doppio.

Quali sono i tempi di liquidazione del sinistro dopo la perizia?

Ora io non so se mi han fatto bonifico o inviato un assegno. Non so se ho compilato bene la lettera di richiesta risarcimento danni.

vittime della strada risarcimento
vittime della strada risarcimento

Secondo voi è un’offerta congrua al mio danno biologico patito per incidente stradale o dovrei avere un rimborso/risarcimento maggiore per il danno da lesione micropermanente subito?

ELENCO DOCUMENTAZIONE MEDICA CASO MALASANITÀ 

  • Documentazione Medica;
  • Denuncia querela ai carabinieri contro ignoti;
  • Documento Testimoniale;
  • Fascicolo Penale;
  • Decreto di archiviazione;
  • Incarico a visita medico legale;
  • Lettera per accettazione liquidazione sinistro del 15/02/2018.

Come già spiegato all’avvocato non mi hanno chiesto una valutazione di un medico legale di parte, mi hanno solo mandato in visita dal loro medico. Il fondo vittime della strada risarcisce come le altre assicurazioni i danni fisici causati da veicoli non identificati?

Perché vuole darmi la metà di quello che mi spetta per il sinistro subito?

Attendo Vostre notizie per rispondere alla loro mail in modo corretto, in ogni caso vi contatterò più tardi per avere delucidazioni in merito.

Cordiali saluti”

Se anche tu rientri tra le vittime della strada, non esitare a contattarci mediante il MODULO CONTATTACI oppure ai seguenti recapiti: numero verde 800.177.569 (solo da rete fissa) oppure 081.503.23.22 (anche da rete mobile).
Ci teniamo a sottolineare che l’assistenza offerta da Rimborso Sicuro è sempre gratuita, in quanto il nostro scopo ultimo è proprio garantire tutela a tutti gli utenti e far valere sempre i loro diritti!

Ad ogni modo, prima di proseguire nella lettura, sappi che se hai bisogno puoi contare sul Supporto Gratuito di RimborsoSicuro.

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IL NOSTRO SUPPORTO PER LE VITTIME DELLA STRADA

La nostra società si propone di dare un aiuto concreto a tutti coloro siano direttamente o indirettamente stati vittime della strada.

Ti aiutiamo a sostenere le spese dell’iter legale attraverso un nostro team di esperti, avvocati e medici legali In molti casi riusciamo ad individuare e punire i responsabili e oltre a farti ottenere un giusto risarcimento.

Numeri delle vittime della strada in Italia

In Italia ogni anno muoiono, a causa di incidenti provocati da pirati della strada, da veicoli assicurati o da veicoli sprovvisti di assicurazione, quattromila persone, ventimila sono le persone che riportano lesioni gravissime e circa trecentomila sono i feriti.

Come essere risarciti in modo adeguato dall’assicurazione?

Il vero calvario, dopo essere stati vittima di un incidente stradale, è quello di essere risarciti, rimborsati in modo adeguato dalla compagnia assicurativa o dal fondo designato per le vittime della strada.

Danno incidente stradale mortale

  1. DANNO SOPPORTATO DALLA PERSONA DECEDUTA NELL’INCIDENTE
  2. DANNI SOPPORTATI DAGLI EREDI.

Il principio vigente nel nostro ordinamento è quello della non cumulabilità tra i danni sopportati dalla persona deceduta a seguito dell’incidente stradale e quelli sopportati dai parenti entro il secondo grado.

DANNO SOPPORTATO DALLA PERSONA DECEDUTA NELL’INCIDENTE STRADALE

La persona vittima di un incidente stradale e vittima mortale dello stesso ha diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e di quelli non patrimoniali. Sia nel primo che nel secondo caso il diritto ad essere risarciti passa agli eredi.

DANNI SOPPORTATI DAGLI EREDI

Il diritto al risarcimento che spetta agli eredi riguarda:

  • danni morali patiti per la sofferenza causata dalla perdita di un prossimo caro.
  • danni biologici eventuali, nel caso in cui il dolore per la perdita subita a causa del sinistro stradale mortalesia stato tale da comportare un danno psichico Gli eredi potranno anche richiedere i danni patrimoniali, ma solo qualora siano in grado di dimostrare che la perdita economica sia dipesa dal decesso del parente prossimo a causa dell’incidente stradale mortale.

I danni sopportati dalla persona deceduta nell’incidente mortale e quelli sopportati dagli eredi devono essere considerati in un unico danno.

La battaglia legale per essere risarciti del familiare scomparso a causa dell’incidente mortale risulta essere ancora più dolorosa, infatti nel caso di incidente provocato da un pirata della strada dove il risarcimento è dovuto dal fondo, riuscire ad arrivare all’individuazione e alla punizione dei responsabili. È una cosa assai ardua.

Moltissimi sono gli incidenti mortali nei quali non è stato mai individuato il responsabile.

L’intervento dello Stato, spesso da solo non riesce in questo arduo intento.

La nostra società attraverso numerose associazioni di tutela dei consumatori con le quali è convenzionata ha un ruolo importante, fornendo un aiuto nell’individuazione dei responsabili.

Aiuto alle vittime dirette e indirette della strada

  1. Ritiro delle cartelle mediche in ospedale
  2. Richiesta all’assicurazione di un anticipo provvisionale per le spese di cura
  3. In caso di incidente mortale forniamo supporto psicologico con medici specialisti
  4. Assistenza legale specializzata e gratuita tramite avvocati convenzionati

Per non essere vittima una seconda volta rivolgiti a RIMBORSOSICURO: renderai più veloce, sicuro e proficuo l’iter burocratico del post incidente. Non esitare a contattarci scrivendo mediante il nostro FORM CONTATTACI oppure chiamaci ai nostri recapiti numero verde 800 177 569 (solo da rete fissa) oppure 081 503 23 22 (anche da rete mobile).

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