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Errori medici, scandali nella sanità, morti che potevano essere evitate: episodi di malasanità sono all’ordine del giorno, purtroppo. Se anche tu sei stato vittima di un errore diagnostico o, più semplicemente, non vuoi farti cogliere impreparato di fronte ad un’evenienza del genere, forse potresti trovare utile sapere come denunciare un caso di malasanità.

In tutti i casi in cui si può accertare un errore da parte del personale medico o, comunque, della struttura ospedaliera, è possibile ottenere un risarcimento dei danni o fare istanza per la punizione, in sede penale, del responsabile. Vediamo in che modo procedere, quali sono gli iter e le condizioni per l’accesso alla giustizia e in quali casi può essere davvero conveniente denunciare un caso di malasanità.

Denuncia malasanità, quando procedere

Certo, se ci attenessimo soltanto alla cronaca giornalistica, di malasanità potrebbe parlarsi con riferimento a qualsiasi malfunzionamento del sistema sanitario e, sicuramente, il discorso sarebbe molto lungo. Per questo motivo, rimanendo unicamente nel campo che ci riguarda più direttamente, e cioè quello delle ipotesi in cui si verifica un danno rilevante per l’ordinamento a carico del paziente, possiamo definire malasanità tutte le ipotesi in cui, a causa di una colpa medica o di altro fattore, si produce un peggioramento nel quadro clinico di un paziente o, comunque, la formazione di una patologia o altra conseguenza prima non presente.

Se questo concetto ti sembra troppo fumoso, entriamo subito nel dettaglio. La responsabilità medica che può permetterti di denunciare il medico o l’ospedale è solo quella determinata da colpa medica, ossia da un errore del medico che ha prodotto un danno al paziente. Per essere ancora più concreti, costituiscono ipotesi classiche di colpa medica:

  • gli errori diagnostici (per tali intendendo sia le ipotesi in cui viene omessa la diagnosi, sia il caso in cui questa arriva con ritardo, sia, infine, le ipotesi in cui la diagnosi è completamente sbagliata);
  • gli errori chirurgici (per tali intendendo le complicazioni derivanti da un intervento che non ci si poteva attendere da parte di un medico professionista, come nel caso di un danno da chirurgia estetica);
  • gli errori terapeutici (in cui possiamo includere sia la disattenzione del medico in fase di cura che una sbagliata gestione delle terapie e della fase post-operatoria).

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Che significa denunciare un caso di malasanità

In tutte le ipotesi che abbiamo considerato e, astrattamente, per qualsiasi episodio di malasanità, hai diritto a far valere il danno ricevuto attraverso due strade principali: puoi limitarti a chiedere il risarcimento del danno in sede civile o (anche) denunciare il fatto in sede penale. Come diremo meglio dopo, le differenze tra le due strade sono molteplici, considerato soprattutto che si tratta di due tipi di “denuncia” diverse.

Con l’azione civile, infatti, farai causa al medico e all’ospedale per ottenere il risarcimento dei danni  subiti a causa dell’errore sanitario (morali, biologici, esistenziali). Per farlo, dovrai necessariamente rivolgerti ad un avvocato esperto in diritto sanitario, il quale preparerà per te un atto di citazione da indirizzare ai responsabili del fatto.

Ne seguirà un processo civile, all’esito del quale, in caso venga dimostrato l’errore e quali sono state le sue conseguenze, il giudice condannerà i responsabili al pagamento in tuo favore di una somma di denaro, per ristorarti di tutte le evenienze dannose che si siano verificate.

La legge, in particolare, distingue due forme di responsabilità civile, a seconda che la causa venga intentata contro l’ospedale o contro il medico curante:

  • nel primo caso si parla di responsabilità contrattuale dell’ospedale, partendo dal presupposto che ogni volta che ti avvali delle prestazioni di una struttura sanitaria (sia essa pubblica o privata) firmi un contratto di “spedalità” con cui l’ospedale assume l’obbligo di curarti (e il cui inadempimento, che si concretizza nell’errore del personale medico, ti dà diritto al risarcimento del danno);
  • nel secondo, invece, si parla di responsabilità extracontrattuale medica, dal momento che nei confronti del singolo medico o personale curante (salvi i casi di medico privato) non c’è alcun contratto.

La differenza tra i due regimi è un tecnicismo giuridico, del quale, tuttavia potresti essere interessato a conoscere le conseguenze. Infatti:

  • nel caso di responsabilità contrattuale grava sull’ospedale l’onere di dimostrare che l’inadempimento (nel caso che ci occupa, l’errore medico) è dovuto a circostanze non addebitabili;
  • viceversa, nel caso di responsabilità contrattuale è colui che chiede il risarcimento (il paziente) a dover dimostrare che il fatto è dipeso dalla colpa del medico. Chiaramente, nel secondo caso, l’onere della prova è più difficile da raggiungere.
  • Peraltro, come spiegheremo meglio più avanti, la differenza è anche sul termine di prescrizione dell’azione: dieci anni per quella contrattuale e solo cinque per quella extracontrattuale.

La denuncia vera e propria, invece, è un atto di diritto penale. Si tratta dell’atto con cui il cittadino fa conoscere alla pubblica autorità (come può essere un ufficiale di polizia o il pubblico ministero) l’esistenza di un reato (la denuncia, infatti, costituisce una “notizia di reato”).

E’ importante precisare che la denuncia può essere proposta soltanto quando si configurano, almeno in astratto, gli estremi di un delitto. Non ogni caso di malasanità dà luogo ad un fatto penalmente rilevante, come possono esserlo le lesioni colpose (per le quali è necessaria la querela) o, nei casi più gravi, l’omicidio colposo. Ciò non significa che non potrai, comunque, denunciare il fatto all’autorità, ma solo che, nel caso in cui il fatto non appaia rilevante dal punto di vista penale, la tua denuncia cadrà nel vuoto.

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 Come si effettua la denuncia di un caso di malasanità

Chiarite le differenze principali tra denuncia civile e penale (e precisando che, da un punto di vista tecnico, si può parlare di denuncia o di querela solo con riferimento ai fatti penalmente rilevanti), il paziente è posto dinanzi ad una serie di obblighi se vuole portare a conoscenza delle autorità un caso di malasanità.

Se nel caso dell’azione civile può bastare rivolgersi ad un avvocato, che si occuperà in prima persona di seguire la tua “pratica” e di provvedere ad effettuare tutti gli atti necessari, quando parliamo di denuncia per malasanità, hai la possibilità di effettuarla personalmente, senza bisogno di ricorrere ad un legale. La denuncia, infatti, può essere fatta:

  • in forma scritta, dietro presentazione di un documento a propria firma all’interno del quale dovrai esporre i fatti che ritieni rilevanti e che dovrai consegnare presso la casa circondariale delle forze dell’ordine (ad esempio, denunciando l’errore sanitario presso la Caserma dei Carabinieri);
  • in forma orale, recandoti direttamente presso gli uffici delle forze dell’ordine ed esponendo i fatti ad un ufficiale di Polizia (o al Pubblico Ministero), che provvede a raccogliere la tua dichiarazione e a farne un verbale.

A questo punto dobbiamo introdurre un’ulteriore differenza, sempre rimanendo nel campo della denuncia penale. La legge, quando prevede che alcuni fatti costituiscono reato, distingue tra reati perseguibili d’ufficio e reati perseguibili a querela:

  • nel primo caso, i reati possono essere perseguiti (nel senso che possono essere avviate le indagini ed, eventualmente, il processo penale) su iniziativa del p.m. e della polizia sulla sola presenza della notizia di reato;
  • nel secondo caso, invece, è necessario che la persona che denunci un danno (in questo caso, il caso di malasanità) faccia una querela e cioè non si limiti a riportare la notizia di reato, ma chieda anche che di quel fatto vengano puniti i responsabili.

Per fare un esempio, distinguiamo due casi: da un lato la morte di un paziente e dall’altro le lesioni riportate in seguito ad un intervento malriuscito.

Nel primo caso, la morte del paziente può, almeno in astratto, essere causata dall’errore del medico, il quale, dunque, può rispondere a titolo di omicidio (colposo); nel secondo, invece, si parla di lesioni (colpose).

Ebbene, nel primo caso abbiamo un delitto perseguibile d’ufficio, per cui non è neanche necessario che tu effettui la denuncia, dal momento che basta che le autorità acquisiscano la notizia del reato per avviare le indagini; nel secondo, invece, se manca la tua querela si dice, tecnicamente, che manca una condizione di procedibilità: le autorità non potranno procedere alle indagini e, conseguentemente, non potrà cominciare il processo penale a carico dei responsabili.

Ad ogni buon conto, è bene ricordare che è necessario elaborare correttamente la denuncia per malasanità: infatti, la stessa dovrà contenere elementi fondamentali, al fine di provare la negligenza dell’operato in materia sanitaria, ed il relativo danno che ti ha causato. Inoltre, fai molta attenzione a dimostrare che, tale negligenza, sia stata la causa immediata (e nella maggior parte dei casi anche la principale) ad aver determinato la lesione che hai subìto. In questo caso infatti, potrai individuare molto facilmente a chi attribuire la responsabilità medica, e procedere al raggiungimento della tua meta.

RimborsoSicuro ti offre supporto gratuito nella gestione della pratica di segnalazione dell’errore medico.  Pertanto, se sei confuso e non sai come operare, non esitare a contattarci cliccando il bottone qui sotto.

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Entro quanto bisogna denunciare un caso di malasanità

La legge non permette che possa passare troppo tempo tra il fatto che si vorrebbe denunciare e il processo. Per questo, se intendi denunciare un caso di malasanità dovresti considerare che esistono dei tempi a disposizione per procedere alle diverse azioni che abbiamo prima esaminato. In particolare:

  • se parliamo di azione civile (quella, per ricordarci, relativa al risarcimento del danno), occorre precisare che il diritto al risarcimento del danno si prescrive (cioè si estingue, nel senso che non potrai più chiederlo) entro dieci anni dal fatto, se si parla di responsabilità contrattuale (nel caso di denuncia contro l’ospedale o il medico privato), ed entro cinque, se si parla di responsabilità extracontrattuale (nel caso di denuncia contro il medico che ha effettivamente commesso l’errore);
  • in ambito penale, invece, dobbiamo riprendere la distinzione tra denuncia (per la quale non esistono delle scadenze, salva anche in questo caso la possibile prescrizione del fatto di reato) e la querela (per la quale, invece, hai a disposizione soltanto tre mesi da quando hai scoperto il fatto che vorresti denunciare).

Contro chi fare la denuncia e cosa occorre per procedere

Un altro profilo che bisogna considerare prima di fare la denuncia è quello del suo destinatario. Potenzialmente, infatti, del caso di malasanità potrebbero essere responsabili il medico curante o un’intera equipe medica, oppure soltanto gli infermieri o altro personale della struttura sanitaria.

Quindi, per capire contro chi effettuare la denuncia e chi sarà tenuto a risponderne (in sede civile e/o penale) bisogna vedere caso per caso. Ad esempio, limitandoci al solo errore diagnostico:

  • potrebbe essere stato il medico ad errare (per imperizia o altra forma di negligenza) nel valutare i dati e sbagliare la diagnosi;
  • in alternativa, può ben essere che il medico non abbia commesso errori nella valutazione dei dati, ma che questi siano stati falsati per colpa dei tecnici di laboratorio;
  • allo stesso modo, può anche capitare che il personale dell’ospedale non abbia fornito al medico gli opportuni strumenti per provvedere.

Ne deriva che occorre individuare, esaminando opportunamente i dati clinici a disposizione (e, in primis, la cartella medica) in quale processo e per colpa di chi può essere sorto l’errore medico. Posto che, in ogni caso, la struttura sanitaria può essere chiamata in causa, dal momento che è essa a “contrattare” direttamente con il paziente e a dover assicurare che i propri dipendenti operino in modo corretto.

Quanto abbiamo appena detto rende evidente anche l’importanza di procurarsi tutte le possibili prove da utilizzare per determinare se c’è stato errore medico, a chi è attribuibile e se è a questo che possono ricondursi le conseguenze negative. Dunque, per denunciare un caso di malasanità dovrai senz’altro aver cura di conservare le cartelle cliniche, le ricevute per le prestazioni sanitarie, i referti di visite o analisi, i certificati e le lastre, tutti documenti che potranno essere utilizzati (dietro perizia da parte di un medico legale) per accertare le responsabilità del caso.

Malasanità: conviene sempre denunciare?

Le diverse possibilità a cui puoi accedere quando si tratta di errore medico presentano delle differenze, come abbiamo avuto modo di evidenziare. Dopo aver descritto come procedere all’azione civile o alla denuncia penale, potresti trovare utile capire in quali casi è meglio procedere nell’uno o nell’altro senso.

In particolare, occorre dire che la denuncia penale può essere davvero utile soltanto in relazione ai casi più gravi o in presenza di alcune circostanze particolari, come:

  • la necessità di compiere accertamenti urgenti o irripetibili (come autopsie, riscontri diagnostici, sequestri di locali, documenti o dispositivi) per poter affermare la responsabilità sanitaria;
  • la presenza di un danno grave alla persona (a prescindere dai casi di morte del paziente), nel qual caso può essere dovere morale “farla pagare” ai responsabili.

Il problema, essenzialmente, è che la denuncia penale esaurisce tutte le possibilità che hai a disposizione per ottenere giustizia, dal momento che, una volta presentata, tutto passa nelle mani del pubblico ministero, con tutti le lungaggini che possono conseguire. Inoltre, nel processo penale non è possibile far causa all’ospedale o alla struttura privata, ma solo a singole persone, cosa che potrebbe essere difficile se non si è in grado di risalire al responsabile effettivo del danno.

Inoltre, non è del tutto vero che, una volta presentata la denuncia hai finito di preoccuparti: potrebbe essere necessaria la costituzione di parte civile nel processo per poter ottenere la condanna anche al risarcimento, con conseguente necessità di rivolgerti ad un difensore e la disponibilità ad essere esaminato nel corso delle udienze.

Infine, nel processo penale la dimostrazione della responsabilità personale, presupposto per l’applicazione della pena, richiede un accertamento molto più pregnante dal punto di vista probatorio, essendo necessario dimostrare la colpa oltre ogni ragionevole dubbio.

Ne consegue che, salvi i casi descritti, la soluzione più agevole e che meglio può permetterti di ottenere giustizia è quella del risarcimento da errore medico in sede civile.

Denunciare errore medico: conclusioni

Bene, siamo giunti al termine di questo approfondimento.

Però, ultimo consiglio molto fondamentale che mi sento di darti è che, ancor prima di esporre la denuncia, dovresti rivolgerti ad uno studio legale esperto in materia di malasanità, in quanto le strategie di vittoria che andranno adottate, saranno prima studiate accuratamente e scelte meticolosamente in base il tuo caso.

Se stai quindi cercando un valido aiuto nel settore, ti consiglio vivamente di raccontare la tua storia a RimborsoSicuro.it, che, per il tramite di una folta equipe specializzata in questo settore,  ti affiancherà gratuitamente (si, hai capito bene, senza pagare) per tutto l’iter burocratico che dovrai affrontare, garantendoti la possibilità di corrispondere un compenso solo ed esclusivamente in caso di vittoria!

 

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