Ad ogni modo, prima di proseguire nella lettura, sappi che se hai bisogno puoi contare sul Supporto Gratuito di RimborsoSicuro.

Puoi contattarci immediatamente mediante il FORM DEDICATO oppure chiamando il Numero Verde 800.177.569

Hai mai sentito parlare di ereditarietà della classe di merito? Si tratta di un meccanismo, introdotto dal Decreto Bersani (poi convertito nell’omonima Legge, per cui è possibile identificare il provvedimento in entrambi i modi) in forza del quale è possibile ereditare la classe di merito di un parente convivente per evitare, soprattutto nel caso di giovani neo-patentati e nuova auto da assicurare, di entrare nel sistema assicurativo partendo dall’ultima classe.

Questo provvedimento ha permesso, così, a moltissimi di poter ottenere dei consistenti risparmi per l’assicurazione RC auto. Ma come funziona la Legge Bersani? In questa guida ti illustreremo tutto ciò che occorre sapere per poter beneficiare della Legge Bersani, dalle persone che ne hanno diritto alle condizioni per la sua applicazione.

Assicurazione con Legge Bersani

Abbiamo già indicato che per definire la Legge Bersani (si tratta della Legge 40/2007) si utilizza anche il termine “Decreto”. Ciò che conta, tuttavia, è che questo provvedimento è intervenuto su moltissime materie, come indicheremo a breve, tra cui il mercato assicurativo.

Il meccanismo che qui ci occupa è quello che ti permette di assicurare una seconda auto, in capo ad un componente della famiglia non precedentemente assicurato, con la medesima classe di merito della prima. Si è trattato, come potrai ben immaginare, di una vera e propria rivoluzione nel mercato assicurativo: infatti, prima della Legge Bersani, i nuovi veicoli dovevano essere assicurati con la classe di merito di base, il che comportava che per la nuova vettura familiare era necessario partire dalla classe più alta, con conseguente aggravio di spesa sul bilancio familiare.

Per fare un esempio, prima della Legge Bersani se intendevi acquistare un’auto a tuo figlio, da poco patentato, e conseguentemente assicurare la sua posizione, saresti andato incontro ad una richiesta di premio particolarmente elevata. Oggi le cose sono decisamente cambiate, almeno in astratto (e chiariremo dopo entro quali limiti): infatti, grazie alla Legge Bersani è possibile assicurare i nuovi veicoli, nuovi e usati, partendo dalla stessa classe di merito del familiare convivente.

Anche in questo caso, un esempio potrà aiutarti a capire subito di cosa stiamo parlando: prima della Legge Bersani, i possessori di automobili e moto potevano essere inseriti all’interno di una classe di merito molto elevata, sia nel caso di numerosi sinistri a proprio carico, che di diritto, come avveniva per i neopatentati. La spiegazione di questo fenomeno è semplice: in entrambi i casi, la compagnia di assicurazione è tenuta a certificare il maggior livello di rischio (connesso ad un profilo automobilistico che ha causato molti incidenti o che si presenta come ancora “inesperto”), con conseguente richiesta di un premio molto elevato.

Oggi, invece, tu o i tuoi familiari potrete ereditare la classe di merito del componente della famiglia più virtuoso, cioè con classe di merito più bassa: si tratta di una vera e propria agevolazione, che non a caso viene definita “beneficio”. Beneficiare della Legge Bersani significa, appunto, vedersi applicato un premio inferiore, poiché più bassa sarà la classe di merito di partenza.

Leggi anche: come si perde la classe di merito

Abbiamo già fatto cenno, indirettamente, ad alcuni dei requisiti per poter accedere ai benefici della Legge Bersani: di seguito approfondiremo in dettaglio le previsioni specifiche di questo provvedimento e indicheremo tutte le condizioni necessarie e le procedure da seguire per poter ottenere i vantaggi legati a questo provvedimento.

Cosa prevede il Decreto Bersani

Come abbiamo già anticipato, il Decreto Bersani (D.L. 223/2006, convertito nell’omonima Legge del 2007), non si è occupato unicamente di classe di merito, ma ha inserito una serie di riforme molto importanti per il mercato assicurativo, intervenendo a correggere alcuni elementi che ne inibivano la trasparenza nei confronti dei clienti.

A titolo esemplificativo, ci limitiamo ad indicare le previsioni più importanti di questo provvedimento in materia assicurativa:

  • nel caso di sottoscrizione di nuova polizza, i clienti hanno diritto a mantenere la medesima classe di merito riferita all’anno precedente (grazie al meccanismo della CU universale che rimane inalterata, grazie alla vigenza dell’attestato di rischio e salva la commissione di nuovi sinistri, per cinque anni);
  • in caso di sinistri, la compagnia assicurativa non può procedere immediatamente a declassare la posizione del cliente, finché non siano intervenuti i dovuti accertamenti e, in particolare, la definizione della quota di responsabilità del cliente nell’incidente in questione;
  • è stato previsto, sempre in caso di sinistri, che il cliente possa richiedere direttamente alla propria compagnia l’indennizzo (si parla comunemente del cosiddetto indennizzo diretto), quando l’incidente non è dovuto a colpa del medesimo o in caso di incidente con responsabilità parziale inferiore al 50%, accelerando così le pratiche necessarie alla liquidazione dei danni e lasciando in capo alla propria compagnia l’onere di riscuotere le somme dalla compagnia dell’altro conducente o direttamente da quest’ultimo;
  • è stato abolito il meccanismo del tacito rinnovo, che comportava l’automatica rinnovazione delle polizze alla scadenza annuale; con il nuovo sistema, le compagnie non possono stipulare contratti pluriennali, permettendo al cliente di potersi svincolare, anche in assenza di una formale disdetta, dal vecchio assicuratore, così dando la possibilità ai consumatori di poter trovare sempre la compagnia che pratica le condizioni (anche economiche) migliori.

Dopo questa breve panoramica, che dovrebbe esserti utile per comprendere l’importanza capitale che ha rivestito la Legge Bersani nel campo dei contratti assicurativi, possiamo tornare ad occuparci del tema più importante: quello della possibilità di ereditare la classe di merito. Nei successivi paragrafi ci occuperemo di esporre nel dettaglio tutto ciò che occorre per capire come funziona la Legge Bersani su questo argomento: chi ne ha diritto e a quali condizioni, come richiedere l’applicazione del beneficio e quali sono gli effetti del suo riconoscimento.

Chi ha diritto alla Legge Bersani

Il primo aspetto di cui dobbiamo occuparci riguarda l’individuazione di chi beneficia della Legge Bersani. Come ricorderai, abbiamo anticipato che la prima condizione necessaria per poter usufruire del beneficio in questione è quella di appartenere allo stesso nucleo familiare del soggetto da cui si eredita la classe di merito. Occorre chiarire la portata di questa condizione, perché non è sempre facile capire quando si può dire rispettata.

Partiamo dall’ipotesi più semplice: nel caso in cui tu sia figlio di una persona assicurata o il genitore di un neopatentato, per poter ereditare o far ereditare la classe di merito è necessario che quest’ultima arrivi da un membro vivo del nucleo familiare, come risultante dallo stato di famiglia. L’esempio più ricorrente è quello del figlio neopatentato che, grazie ai benefici della Legge Bersani, può ereditare la classe di merito del padre o della madre.

Ma l’appartenenza al nucleo familiare, attestata dal documento anagrafico, comporta anche la possibilità di ereditare la classe di merito dal proprio coniuge: in questo caso, poniamo in ipotesi, se hai da poco conseguito la patente e acquisti una nuova vettura da guidare, potrai prendere la stessa c.d.m. di tuo marito o di tua moglie.

Come abbiamo detto, quindi, il primo requisito è l’appartenenza al medesimo stato di famiglia. Condizione che ci porta a chiedere: cosa succede se il soggetto da cui si eredita la classe di merito o quello che l’ha ereditata escono dallo stato di famiglia?

In questo caso è importante chiarire che non ci sono conseguenze dirette: se hai ereditato la classe di merito del tuo genitore e successivamente questo si separa dal coniuge o sei tu ad andare via di casa, non perderai la classe di merito acquisita, né questa potrà essere aumentata per il solo cambiamento della condizione anagrafica (salvo che tu commetta dei sinistri). Questo significa che l’acquisto dei benefici della Legge Bersani viene calcolato nel momento attuale in cui si chiedono (e, quindi, quando si stipula la polizza).

Leggi anche: aumento del premio dopo un sinistro stradale

Sempre con riguardo ai soggetti che hanno diritto alla Legge Bersani è importante precisare che l’altro requisito anagrafico che conta (e che vale solo al momento in cui si richiede il beneficio) è la convivenza: infatti non basta essere inseriti nel medesimo nucleo familiare del soggetto da cui si eredita la classe di merito, ma è necessaria anche la condizione di convivenza con quest’ultimo.

A questo proposito è necessario fornire qualche altra indicazione, utile a chiarire i limiti di applicazione del Decreto Bersani soprattutto per i casi particolari. La condizione-tipo presa in considerazione dalla legge, lo abbiamo già detto, è quella del neopatentato (o meglio, del neo-assicurato) che, grazie al beneficio, può acquisire la classe di merito più bassa del familiare convivente. Questo non significa che anche le persone che sono già state assicurate non possano usufruire della Legge Bersani: infatti, anche nell’ipotesi in cui tu sia stato assicurato in passato e, successivamente, non abbia rinnovato la tua polizza, potrai, all’atto della stipula del nuovo contratto, chiedere l’applicazione del beneficio.

In questo caso, però, c’è un limite: dal momento che, come visto, la precedente posizione assicurativa, anche in caso di mancato rinnovo, rimane inalterata per i cinque anni successivi (dalla scadenza dell’ultimo contratto), potrai beneficiare della classe di merito agevolata purché stipuli una nuova assicurazione entro cinque anni.

Tra le altre indicazioni di dettaglio che è importante fornire, e che in parte possono già desumersi da quello che abbiamo detto finora, si può affermare che non esiste un limite d’età per usufruire della Legge Bersani. Questa, come visto, non vale solo per i neopatentati: se la nuova auto viene assicurata per la prima volta, infatti, non si prevede alcun limite d’età per ereditare la classe di merito.

Quando abbiamo parlato del concetto di familiare convivente, abbiamo lasciato intendere che all’interno di questa definizione andassero considerati solo i soggetti con un rapporto di parentela. In realtà, occorre precisare che l’applicabilità del Decreto Bersani prende in considerazione solo il dato anagrafico dell’appartenenza al medesimo stato di famiglia e della convivenza: questo significa che potrai beneficiare della classe di merito anche del tuo partner convivente, ma non coniuge. L’unica cosa che conta, quindi, è l’appartenenza allo stato di famiglia e il rapporto di convivenza.

Queste conclusioni, peraltro, sono state interessate dalle più recenti riforme delle convivenze civili, che hanno portato ad un riconoscimento più ampio dei rapporti di fatto. In questo senso, stando almeno alle dichiarazioni dell’Autorità di regolazione delle Assicurazioni (l’IVASS), i benefici del Decreto Bersani possono essere riconosciuti anche alle coppie di fatto e ai membri delle unioni civili.

Allo stesso modo, anche se si tratta finora di prassi ancora non definite, il riconoscimento della Legge Bersani potrebbe estendersi anche:

  • alle persone che guidano un veicolo intestato ad un portatore di handicap convivente;
  • ai soggetti che acquistano dal proprio partner convivente il veicolo (purché prima dell’ingresso di quest’ultimo nel nucleo familiare del beneficiario);
    a coloro che acquisiscono il veicolo in leasing o a noleggio, purché a lungo termine (condizione che verrebbe equiparata alla vendita di veicolo di nuova immatricolazione o di voltura).

Invece, non si ha diritto al beneficio connesso al Decreto Bersani nel caso in cui il familiare convivente sia deceduto. Infatti, la Legge è chiara nell’affermare che il conducente dal quale si vuole ereditare la classe di merito deve essere in vita al momento della richiesta.

Altra esclusione dalla platea dei soggetti beneficiari riguarda le aziende: queste, di norma, non possono acquisire i vantaggi Bersani, dal momento che il provvedimento si rivolge unicamente alle persone fisiche. L’unica eccezione è quella delle ditte individuali, nel qual caso è possibile che la vettura acquistata dal titolare dell’azienda possa ereditare la classe di merito di suo familiare convivente (anche se si tratta di un bene strumentale alle esigenze imprenditoriali).

Quando si applica il Decreto Bersani

Quelle finora viste sono soltanto alcune delle condizioni (che potremmo definire “soggettive”) per poter beneficiare degli effetti della Legge Bersani. A queste occorre aggiungere anche le seguenti:

  • l’applicazione del beneficio è ammessa solo con riferimento ai “nuovi” veicoli, per tali intendendo quelli acquistati ex novo o comunque mai assicurati prima da te o da altro membro del nucleo familiare;
  • inoltre, si deve trattare di “seconda” vettura, non in senso numerico ma per ciò intendendo che la nuova auto si deve aggiungere ad altra o altre già utilizzate e presenti nel nucleo familiare, non importa se intestate allo stesso soggetto o a suo convivente;
  • sempre dal punto di vista del nuovo veicolo, si deve trattare di vettura assimilabile per tipologia a quelle già presenti nel nucleo familiare e a quelle per cui è attiva la posizione assicurativa della persona da cui si eredita la classe di merito; il che significa, in parole povere, che non si può trasferire la c.d.m. da auto a moto, ma solo da auto ad auto o da moto a moto;
  • infine, il veicolo da cui si eredita la classe di merito deve essere regolarmente coperto dall’assicurazione (il che è ovvio, se si considera che, in effetti, non è il veicolo che “cede” la c.d.m., ma la persona fisica titolare, la quale deve essere a sua volta assicurata).

Questi requisiti (che, per distinguerli dai primi, potremmo definire “oggettivi”) si spiegano in base agli obiettivi perseguiti dal provvedimento di cui stiamo parlando. Normalmente, infatti, all’interno di un nucleo familiare la stessa vettura può essere utilizzata da più persone (compreso il neo-patentato) e quindi non sarebbe giusto penalizzare la nuova vettura acquistata, se attribuita a persona convivente non assicurata precedentemente, sottoponendola ad una classe di merito diversa.

In altre parole, se la prima auto, normalmente utilizzata per gli interessi di tutta la famiglia (elemento che si presume, dal momento che si tratta del medesimo nucleo familiare e di conviventi), possiede una classe di merito molto bassa, sarebbe assurdo sottoporre la nuova auto (che, del pari, sarebbe destinata a “servire” tutta la famiglia) ad una classe di merito più elevata.

E’ per questo motivo che la Legge richiede alcune condizioni, che riguardano specificamente il veicolo, per cui è possibile godere dei benefici finora esaminati quando si acquista una nuova vettura da destinare ai bisogni della famiglia. Anche da questo punto di vista, quindi, il Decreto Bersani disegna una situazione-tipo a cui si rivolge prioritariamente: quella del nucleo familiare che possiede già un’auto e che decide di acquistarne un’altra, magari da assegnare ad un figlio che ha da poco conseguito la patente. In questi casi, si permette di assicurare la nuova vettura con la medesima classe di merito.

Il che rende necessario capire che cosa si intende per “acquistare una nuova auto” ai fini del Decreto Bersani. Perché si possa applicare la Legge Bersani, il nuovo veicolo deve entrare ex novo all’interno del nucleo familiare, nel senso che:

  • si deve trattare di un veicolo di nuova immatricolazione;
  • oppure, se si tratta di un veicolo di seconda mano per il quale esiste una voltura di acquisto da parte di un soggetto esterno al nucleo familiare, questo non deve essere stato precedentemente assicurato dal richiedente o altra persona del nucleo familiare.

Questo comporta che non si applicheranno i benefici Bersani nel caso in cui si vende l’auto fra componenti del medesimo nucleo familiare (come il caso del padre che vende al figlio una delle vetture domestiche): in questo caso, il figlio non potrà beneficiare del Decreto Bersani, perché il veicolo era già stato assicurato da un componente della famiglia.

Come usufruire della Legge Bersani

Ora che abbiamo chiarito nel dettaglio quali sono le condizioni di accesso a questa disciplina, possiamo chiederci come beneficiare della Legge Bersani.

Per usufruire delle agevolazioni connesse a questo provvedimento, è importante ricordare che la polizza del familiare che “cede” la classe di merito deve essere attiva; in secondo luogo, che per utilizzare la Legge Bersani è necessario stipulare un nuovo contratto, su auto nuova o usata, purché vi sia coincidenza tra il proprietario del nuovo veicolo da assicurare e quello dal quale si eredita la classe di merito.

La richiesta, quindi, va presentata alla compagnia assicuratrice nel momento in cui si sta sottoscrivendo il nuovo contratto di assicurazione per il veicolo da “beneficiare”. Per precisare i modi su come utilizzare la Legge Bersani, è importante che tu sappia che potrai approfittare del beneficio anche se decidi di stipulare la nuova polizza con una compagnia diversa da quella con cui hai assicurato il precedente veicolo.

Inoltre, non esistono limiti all’utilizzo del beneficio, nel senso che per ogni nuovo veicolo che entra nel nucleo familiare e da assicurare ex novo sarà possibile beneficiare della Legge Bersani e ottenere la classe di merito del familiare convivente.

A questo proposito va segnalato che le compagnie assicurative, anche per resistere in qualche modo alle perdite economiche che avrebbero subito per l’applicazione del Decreto Bersani così come congegnato, hanno inventato un meccanismo di classificazione della classe di merito che prevede la distinzione tra classe “originale” e classe “ereditata”. La differenza è, ovviamente, in termini di prezzo, nel senso che una medesima CU avrà un costo minore se originale e uno maggiore se ereditata, annullando, in questo secondo caso e almeno in parte, il risparmio che si potrebbe ottenere.

Sebbene la prassi in questione sia stata particolarmente contestata, essa non è contraria alla legge, dal momento che, nel provvedimento, non si parla di premio o del valore economico delle tariffe richieste, ma solo del passaggio della classe di merito.

Questo discorso, però, vale unicamente per le prime annualità e si spiega in considerazione del fatto che, all’atto della stipula della nuova polizza, l’attestato di rischio segnerà per tutti gli anni precedenti la sigla N.A. (non assicurato), che chiaramente offre meno garanzie all’assicurazione con conseguente rincaro per la classe “ereditata”. Con il passare degli anni, rimanendo nella medesima classe di merito, anche questo sovrapprezzo dovrebbe ridursi.

Per il resto, una polizza con all’attivo i benefici della Legge Bersani ha lo stesso funzionamento di un normale contratto di assicurazione RC auto, sia dal punto di vista del pagamento del premio, che del rinnovo e scadenza. Allo stesso modo, se decidi di annullare la polizza potrai chiedere l’annullamento nei modi ordinari. Viceversa, una volta riconosciuto il beneficio, questo (come già visto) dura per sempre, anche in caso di successive modifiche allo stato di famiglia. L’unico modo per perdere la classe di merito così ereditata è quello di compiere nuovi sinistri.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: