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Il funzionamento del meccanismo del bonus/malus nell’assicurazione RC auto comporta l’abbassamento o l’innalzamento della classe di merito in base alla commissione di sinistri. Tuttavia, esistono anche ipotesi in cui la classe di merito può essere totalmente persa per decorso del tempo, anche dopo anni passati ad inseguire l’obiettivo della prima classe. Per sapere quando si perde la classe di merito continua a leggere il nostro approfondimento: troverai spiegazioni dettagliate su tutte le ipotesi in cui avviene un cambiamento nella tua classe assicurativa, in quali casi si perde definitivamente e come fare ad evitare queste ipotesi.

Il meccanismo di aumento e diminuzione della classe di merito

Per ciascuna posizione assicurativa (leggi: per ciascun assicurato), le compagnie di assicurazione provvedono ad intestare al cliente una determinata classe di merito: come saprai si tratta di uno dei fattori più importanti per determinare il calcolo del premio dovuto all’assicurazione per tenere attiva la copertura.

Dal punto di vista del suo fisiologico funzionamento, la classe di merito, poiché mira ad individuare il grado di rischio connesso alla storia assicurativa del cliente, è sottoposto agli effetti del meccanismo del bonus/malus. In parole povere, possiamo sintetizzare quest’ultimo secondo due regole fondamentali:

  • in caso di commissione di sinistri nell’anno di copertura della polizza, vedrai aumentare la tua classe di assegnazione rispetto a quella di provenienza;
  • invece, nel caso in cui tu non commetta incidenti durante l’anno di validità del contratto, la classe di merito diminuisce.

A questo meccanismo fa eccezione la prima assegnazione, che è quella che si ottiene quando stipuli per la prima volta un contratto di assicurazione: in questo caso, ti vedrai applicata la classe di merito più elevata, salvo il caso che tu possa beneficiare degli effetti della Legge Bersani.

In ogni caso, la classe di merito è soggetta ad un aggiornamento annuale, il che comporta una sua variazione continua. Tale variazione viene riportata nell’attestato di rischio, che è quel documento che l’assicurazione redige prima della scadenza annuale della polizza: qui è possibile trovare l’elenco dei sinistri in cui si è stati coinvolti, la classe di merito di provenienza e quella di nuova assegnazione. L’aumento o la diminuzione della classe di merito funzionano così:

  • se nell’anno in corso hai commesso incidenti e l’assicurazione ha riscontrato una tua responsabilità esclusiva o parziale (con quota superiore al 50%), la classe di merito aumenta di due punti;
  • se, invece, non hai commesso sinistri, la classe di merito diminuisce di un punto all’anno.

In questo modo, viene determinata anno per anno la classe di merito del conducente. E’ sulla base di quest’ultima che viene calcolato il premio dovuto per l’anno successivo. Occorre precisare che la classe di merito di cui stiamo parlando è quella cd. universale (o CU): questo significa che non si perde la classe di merito acquisita e risultante dall’attestato di rischio anche in caso di passaggio ad altra compagnia assicurativa alla scadenza del precedente contratto. Se, per esempio, nell’attestato di rischio della tua vecchia assicurazione viene riportata una c.d.m. pari a 5, questa varrà anche nel caso in cui, alla scadenza della polizza, deciderai di sottoscrivere un contratto con una diversa compagnia.

Quanto dura la classe di merito

E’ importante precisare che, oltre alle modifiche che possono determinare l’aumento o la diminuzione della classe di merito nel corso del tempo, questa è sottoposta a dei limiti temporali di validità: nel senso che la classe di merito che hai ottenuto in un determinato anno non varrà per sempre.

Prima di descrivere questo fenomeno, è opportuno sgomberare il campo dagli equivoci. Innanzitutto, la classe di merito non viene persa nel momento in cui si dovesse decidere di vendere o cambiare la vettura o la moto assicurata: così, se rottami la tua vecchia auto e ne acquisti una nuova, la tua classe di merito attuale non viene persa e non subirai aumenti (salvo che le caratteristiche del veicolo portino la compagnia a rivedere il tuo premio, perché, ad esempio, sei passato ad un’auto più vecchia).

Anche nel caso in cui tu, per ipotesi, decidessi di non sottoscrivere alcuna nuova polizza alla scadenza di quella in corso, la classe di merito non viene persa. Infatti, la legge stabilisce che la classe di merito (e il conseguente attestato di rischio che la contiene) ha una validità di cinque anni: ciò significa che, nell’ipotesi in cui alla scadenza del contratto non rinnovi l’assicurazione, conserverai la medesima classe di merito. Con l’ulteriore conseguenza che, se sottoscrivi una nuova assicurazione entro cinque anni dalla scadenza dell’ultima polizza, ripartirai dalla medesima c.d.m.

Leggi anche: come si calcola la classe di merito

QuanDo si perde la classe di merito

La regola che abbiamo appena menzionato ha, ovviamente, il suo corollario: se non sottoscrivi alcuna nuova assicurazione entro cinque anni dalla scadenza dell’assicurazione, oppure se non acquisti una nuova vettura cui assegnare il contratto ancora in corso nel medesimo termine (nell’ipotesi, ad esempio, di rottamazione del vecchio veicolo non seguito da un nuovo acquisto), la classe di merito conseguita verrà persa.

Può essere utile, al riguardo, riassumere tutti i casi in cui, entro cinque anni, si perde la classe di merito acquisita. Ciò avviene:

  • per scadenza e mancato rinnovo del contratto;
  • per sospensione dell’efficacia della polizza non riattivata nei termini previsti dalla compagnia di assicurazione;
  • per rottamazione o demolizione del veicolo non seguita da un nuovo acquisto;
  • per vendita, cessione o esportazione del veicolo assicurato.

Altra ipotesi in cui si può perdere la classe di merito è quella in cui il cliente non paghi alla scadenza le rate o l’importo annuale del premio RC auto. Visto che la classe di merito viene calcolata annualmente, sulla base dello storico dei sinistri, se non risulti in regola con i pagamenti rateizzati o la quota annuale, l’assicurazione può sospendere l’efficacia della polizza, privandoti di copertura e arrivando a sciogliere il contratto medesimo. Anche in questo caso, quindi, se non paghi le rate del premio o non sottoscrivi una nuova polizza, il contratto non si riattiva con conseguente perdita della c.d.m.

In tutti questi casi, la conseguenza della perdita della classe di merito è sempre la medesima: nel momento in cui deciderai di sottoscrivere una nuova assicurazione, dovrai ripartire dalla classe di merito più elevata, salva, ancora una volta, l’applicabilità dei benefici legati alla Legge Bersani.

Qualche consiglio per non perdere la classe di merito

Alcuni dei casi in cui abbiamo visto essere possibile la perdita della classe di merito possono essere evitati semplicemente mettendo in campo delle strategie utili.

Innanzitutto, se hai deciso di vendere la tua vecchia auto e vuoi aspettare un po’ di tempo prima di acquistarne una nuova, non è necessario disdire il vecchio contratto: basterà sospenderlo in attesa di operare la voltura sul nuovo veicolo. Questo è possibile perché, attualmente, la polizza non si riferisce più al soggetto assicurato, ma al veicolo. Così facendo eviti il rischio di far passare del tempo tra la disdetta e la nuova polizza, durante il quale potresti perdere la vecchia classe di merito.

Questo vale anche nell’ipotesi di rottamazione, cessione a terzi o esportazione della vettura assicurata. In tutti questi casi, ti conviene procedere a disfarti del vecchio veicolo in misura ravvicinata all’acquisto di quello nuovo, così da chiedere la voltura del vecchio contratto all’assicurazione e non correre rischi.

Allo stesso modo, cerca di essere sempre puntuale nel pagamento delle rate del premio: nel caso in cui omettessi anche solo un versamento, infatti, la tua compagnia potrebbe sospendere l’efficacia della polizza e arrivare ad annullarla, con il che ti ritroveresti (magari anche inconsapevolmente) da un lato privo di copertura, dall’altro esposto al rischio di perdere la classe di merito guadagnata.

Leggi anche: ereditare la classe di merito

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